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STATI UNITI



 

Stati Uniti - Informazioni Generali

Superficie (km²): 9.831,5
Popolazione: 313,13 milioni (Banca Mondiale 2016)
Capitale: Washington D.C
Altre città principali: New York, Los Angeles, Chicago, Houston, Philadelphia, Phoenix, San Antonio, San Diego, Dallas
Clima: Temperato continentale, sub-tropicale al sud
Lingua ufficiale: Inglese
Moneta ufficiale: Dollaro (US$)

Stati Uniti - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
16.967.353
17.640.571
17.994.146
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
53.620
55.320
55.980
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
17.073.716
17.899.139
18.496.028
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
53.960
56.130
57.540
Quota del reddito posseduto da più del 20%
5
..
..
PIL (milioni US $)
16.691.517
17.393.103
18.036.648
Crescita del PIL (% annua)
1,7
2,4
2,6
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
1,6
1,8
1,1
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
1,5
1,3
..
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
20,6
20,7
..
Servizi, ecc, valore aggiunto (% del PIL)
77,9
78,0
..
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
13,6
13,7
12,6
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
16,6
16,6
15,4
Investimenti lordi (% del PIL)
19,8
20,0
20,3
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
19,0
19,1
19,3
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
6,2
5,6
5,6
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
247,0
250,3
236,5
Gettito fiscale (% del PIL)
10,6
11,0
11,4
Scambi di merci (% del PIL)
23,4
23,2
21,1
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
276.978
207.367
379.434
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
..
..
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)
(*) Previsioni
Crescita annuale del PIL (%)
2005 3,3
2010 2,5
2015 2,6
2016(*) 1,6
2017(*) 2,2
2018(*) 2,1
2019(*) 1,9

Stati Uniti - Prospettive future

 

Gli Stati Uniti vanno potenzialmente incontro a problemi di lungo termine in termini di crescita, motivo per cui servirebbero azioni rapide e decise, soprattutto per quanto riguarda il calo della partecipazione alla forza lavoro, una distribuzione dei redditi polarizzata, alti livelli di povertà e una produttività debole. In particolare, secondo il Fmi occorrerebbero maggiori investimenti federali, maggiori agevolazioni fiscali, una riforma dell'immigrazione organica, azioni mirate a favore delle famiglie e la ratifica del Trans Pacific Partnership, il trattato commerciale con l'Europa.
 
In generale, negli Stati Uniti si rilevano alcuni fattori di rischio per le prospettive di crescita, per esempio il rallentamento della creazione di posti di lavoro registrato a maggio 2016 (+38.000 posti, contro la media di oltre 200.000 al mese del 2015) potrebbe essere segno che la crescita ha perso slancio e i problemi della crescita globale potrebbero provocare venti contrari per Washington. Anche il rallentamento dei prezzi del petrolio, e il conseguente calo degli investimenti, potrebbe essere motivo di preoccupazione.
 
Secondo il Fmi, nonostante l'attuale espansione, gli Stati Uniti devono fare i conti con una concomitanza di forze che peseranno sulle prospettive per continui miglioramenti del benessere economico. Questo potrebbe provocare un incremento del debito federale da qui al 2019, con un superamento dell'80% del PIL nel 2022, anche a causa della mancanza di piani dettagliati di consolidamento fiscale di medio termine in grado di evitare l'aumento.
 
In risposta a questo contesto, la politica monetaria americana evidentemente dovrebbe restare legata ai dati macroeconomici e, in questo momento storico, è chiaro che dovrebbe procedere lungo una via di rialzi dei tassi molto graduali, tenendo presenti i trend disinflazionistici globali" e tenendo alta la guardia. Secondo l'istituto di Washington, data la probabilità di rischi al ribasso sull'inflazione e il doppio mandato della Federal Reserve (massima occupazione e stabilità dei prezzi), il percorso dei tassi dovrebbe accettare alcuni modesti e temporanei superamenti dei target sull'inflazione, fissati dalla Banca centrale americana al 2%. Secondo il Fmi, la Fed dovrebbe essere "chiara nel comunicare le proprie intenzioni ed enfatizzare che l'obiettivo di medio termine sull'inflazione è simmetrico e che il target potrebbe essere raggiunto dall'alto.
 
Il Dollaro ha concluso il 2016 in significativo rafforzamento, grazie alla combinazione fra l’elezione di Trump e la nuova stretta monetaria operata dalla Fed a dicembre (Fed Fund: +0,25% allo 0,75%). La sbandierata politica economica del nuovo Presidente, la cosiddetta Trumpeconomics, prevede un mix fra maggior liberismo nell’attività imprenditoriale (con un significativo alleggerimento della pressione fiscale) e maggior ricorso all’indebitamento pubblico. Quest’ultimo elemento è collegato alla necessità di fronteggiare i consistenti progetti infrastrutturali di Trump (si parla di investimenti pubblici per 1.000 mld di USD). Il tutto ha infiammato l’attività borsistica (Wall Street è salita a cavallo di nuovi massimi) ed ha alimentato un rialzo dei tassi di mercato, specie obbligazionari, giungendo infine a determinare l’apprezzamento del dollaro. La valuta USA è ora giunta a ridosso di livelli tecnici di rilievo: se superasse tali livelli, si aprirebbero significativi spazi di ulteriore rivalutazione del dollaro nel corso del 2017.

Stati Uniti - Settori produttivi

 

Gli Stati Uniti hanno una delle economie più avanzate del mondo e sono di gran lunga la più grande potenza economica mondiale. Il valore del settore estero tuttavia come percentuale del PIL è comparativamente basso.
L’economia statunitense è estremamente diversificata ed autosufficiente per l’approvvigionamento della maggior parte delle materie prime, ad eccezione del petrolio. Le industrie di punta includono quelle dei veicoli a motore, aerospaziali, delle telecomunicazioni, chimiche, elettroniche e dell’information communication technology (ICT).
L’altra caratteristica è quella di essere prevalentemente un’economia di servizi, la cui contribuzione rispetto al PIL si è attestata intorno al 44,7% nel 2013 e continua a ampliare la sua quota. I servizi di distribuzione commerciale, immobiliari, dei trasporti, finanziari, sanitari e per le attività d’affari detengono la parte più importante del mercato. L’impatto delle nuove tecnologie sui servizi è stato molto forte, soprattutto l’utilizzo di internet. In quella che viene definita la “new economy” è molto difficile distinguere tra servizi ed industria manifatturiera nel senso tradizionale del termine. Laddove la base manifatturiera definita in senso stretto, rappresenta ora il 12% del PIL, rispetto a più del 17% di metà anni ‘90. Sebbene di piccole dimensioni il settore agricolo è altamente produttivo.

Sin dagli anni ’70 si è registrata una migrazione dell’industria dal nord agli Stati costieri dell’ovest e del sud. I tipi di produzione intrapresi all’ovest ed al sud differiscono da quelli del nord, privilegiando l’alta tecnologia e l’industria leggera. La California è lo Stato con la maggiore economia degli USA, rappresentando la maggior percentuale del PIL totale. Seguono, in ordine di importanza economica: il Texas, lo Stato di New York, la Florida e l’Illinois.
Nel Nord-est, la perdita di lavoro nel settore manifatturiero è stata compensata dall’aumento dell’occupazione nel settore dei servizi finanziari, specie nell’area di Boston. Il Connecticut ha il maggiore PIL pro-capite, conseguenza del fatto che i residenti di questo Stato sono individui facoltosi che vivono in Connecticut, ma lavorano a New York City. Altri Stati in cui vi è un particolare benessere sono New Jersey, Massachusetts, Maryland e New York.
Gli Stati occidentali e meridionali dominano le statistiche relative ai tassi di crescita del PIL reale degli ultimi anni. I paesi con il tasso annuo maggiore sono: Florida, Arizona, Virginia e Maryland.

Stati Uniti - Interscambio con l'Italia


Le esportazioni italiane negli USA nel 2016 sono ammontate a € 36,9 miliardi, in aumento sul valore del 2015 del 2,7%, mentre le importazioni sono state pari a € 13,9 miliardi (-1,4%).
 
Il saldo della bilancia commerciale è quindi positivo per un importo pari a € 23 miliardi.
 
I principali comparti produttivi dell’export sono “Autoveicoli” per € 3,9 miliardi (-7,1%), “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per un importo pari a € 1,5 miliardi (+36,3%) e “Costruzioni metalliche e non metalliche per navi e strutture galleggianti” per € 1,4 miliardi (+7,6%).
I principali comparti produttivi dell’import sono “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per un importo pari a € 3,5 miliardi (+16,6%), “Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi” per € 959,6 milioni (-24,1%) e “Rifiuti solidi non pericolosi” per un importo di € 466,6 milioni (-6,2%).


NB:
I dati della I  e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomitanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV Tabella (Principali prodotti esportati dall'Italia) sono aggiornati annualmente in concomitanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.

Mercati a Confronto

Interscambio Italia - Stati Uniti d'America 2013
Gen - Dic
2012
Gen - Dic
2011
Gen - Dic
Esportazioni € 18.714.632.171,00 € 20.053.307.718,00 € 24.135.661.101,00
Importazioni € 8.117.992.319,00 € 9.386.119.084,00 € 14.310.824.141,00

Stati Uniti - Informazioni di viaggio

 

Prefissi internazionali: 001, per il Paese + codice di zona + numero da chiamare.

Fuso orario: Rispetto all’orario del Meridiano di Greenwich, gli Stati Uniti sono indietro - secondo la zona - di:
Zona Orientale: 5 Alaska (da Ketchikan a Skagway 8)
Zona Centrale: 6 (Skagway a 141° ovest: 9)
Zona Montagne: 7 (da 141° ovest a 162° ovest: 10)
Zona Pacifico: 8 (162° ovest al punto più ad est: 11)
Hawaii: 10

Passaporto e visto d’ingresso: A partire dal 12 gennaio 2009 è obbligatorio ottenere un'autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization) per potersi recare negli Stati Uniti nell’ambito del programma “Viaggio senza Visto” (Visa Waiver Program). L'autorizzazione va ottenuta prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, aereo o navale, in rotta verso gli Stati Uniti. I cittadini di paesi aventi diritto a partecipare al programma “Viaggio senza Visto” possono già da tempo richiedere tale autorizzazione anticipata accedendo tramite Internet al Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio (ESTA) (Electronic System for Travel Authorization). Per entrare negli Stati Uniti d'America in esenzione di visto "Visa Waiver Program”, occorre essere in possesso di uno dei seguenti documenti:
  • passaporto elettronico, rilasciato a partire dal 26 ottobre 2006;
  • passaporto a lettura ottica rilasciato o rinnovato prima del 26 ottobre 2005;
  • passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.
Per usufruire del programma "Visa Waiver Program" (Viaggio in esenzione di visto) è necessario:
  • viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo;
  • rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni;
  • possedere un biglietto di ritorno.
In mancanza anche di uno dei suddetti requisiti, è necessario richiedere il visto.
Tutti i cittadini italiani che entrano nel Paese, in esenzione di visto (Visa Waiver Program) o con visto USA di una delle seguenti categorie:
  • B1/B2 affari o turismo per periodi di permanenza superiori ai 90 giorni o per sanare precedenti situazioni irregolari;
  • F/M/J/Q -studenti, studiosi, ricercatori, scienziati, anche in ambito di scambi culturali;
  • H/L/O/P- lavoratori temporanei;
  • C1- in transito verso paesi terzi;
  • C1/D -equipaggi d’aerei o navi;
  • R- (religiosi);
  • I -(giornalisti);
  • E -(operatori economici e commerciali);
sono soggetti nell’ambito del programma US-VISIT all’acquisizione delle impronte digitali (indice sinistro e destro) e della fotografia digitale all’arrivo alle frontiere americane (aeroporti e porti e in futuro anche alle frontiere terrestri).

In base a recenti disposizioni, le autorità di frontiera, al momento dell'ingresso del visitatore, hanno la discrezionalità di limitare sul modulo I-94 il periodo di permanenza in USA di titolari di visti B1-B2 multipli di lunga durata. Coloro che superano tale durata saranno segnalati e futuri ingressi in USA potranno essere negati per un periodo variabile dai 3 ai 10 anni.
La U.S. Customs and Border Protection (CBP) informa che - a partire dall’8 settembre 2010 - i viaggiatori dei Paesi aderenti al Visa Waiver Program (WVP) dovranno pagare l’importo di US$ 14 all’atto della richiesta dell’autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Tale pagamento dovrà essere effettuato tramite carta di credito al momento della richiesta sul sito https://esta.cbp.dhs.gov.
A complemento del programma di Sicurezza ESTA, un’ulteriore procedura è entrata in vigore dal 6 settembre 2010 denominata ”Secure Flight Program”. Tale programma, sviluppato dall’Autorità statunitense TSA (Transportation Security Administration), si applica a tutti i passeggeri che viaggiano da/per e all’interno degli Stati Uniti. Il Secure Flight Program richiede che una serie di informazioni (cognome e nome, data di nascita, genere maschile o femminile) siano fornite per tutti i passeggeri che prenotano e acquistano biglietti per viaggi da/per o all'interno degli USA. Informazioni complete e dettagliate su quanto è richiesto al passeggero sono reperibili consultando il sito: www.tsa.gov, o attraverso la compagnia aerea utilizzata o il proprio agente di viaggio.

Settimana lavorativa: Solitamente la settimana si svolge dal lunedì al venerdì in orario continuato dalle 9.00 alle 17.00. Comunque, a seguito di liberalizzazioni statali e locali e particolari disposizioni delle Autorità competenti, gli orari possono variare da Stato a Stato.

Principali festività:
1° gennaio (anno nuovo);
15 gennaio (compleanno di Martin Luther King);
3° lunedì di febbraio (Gionata del Presidente);
Lunedì di Pasqua (Pasquetta);
Ultimo lunedì di maggio giorno della commemorazione;
4 luglio (Festa dell’Indipendenza);
1° lunedì di settembre (Festa del lavoro);
2° lunedì di ottobre (Columbus Day);
11 novembre (Giornata dei veterani);
ultimo giovedì di novembre (Giornata del Ringraziamento);
25 dicembre (Natale).