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CUBA - Cartina



Cuba - Informazioni Generali

 

L’Arcipelago di Cuba è formato da 4,195 isole e isolotti (cayos), che occupano il 50% del totale dell’area Caraibica.
Cuba, la più grande delle isole delle Grandi Antille, è situata tra l’Oceano Atlantico, il Mar delle Antille e il Golfo del Messico, 200 km al largo dell’estremità meridionale della Florida.

Superficie: 110,992 km2
Lunghezza: 1,250 km
Larghezza massima: 210 km
Larghezza minima: 32 km
Popolazione: 11.389.000 milioni abitanti (2015 - Banca Mondiale)
Capitale: L’Avana (San Cristòbal de la Habana)
Altre città principali: Santiago de Cuba, Camagüey, Matanzas, Cienfuegos, Santa Clara
Lingua ufficiale: Spagnolo
Religione: Maggioranza cattolica
Moneta ufficiale: Peso cubano (CUP), diviso in centavos (1 CUP=100 centavos).




Cuba - Principali Indicatori Economici

 

Performance economica 2016
PIL nominale (miliardi USD PPP)
-
Crescita PIL
-
Saldo pubblico
-
Debito estero
22,2% (del PIL)
Crescita PIL pro-capite
-
Debito pubblico
-
Riserve 
12,5 (del PIL)
Contesto politico-sociale
Sviluppo umano
68°(su 188 Paesi)
Disoccupazione
2,9%
Distribuzione della ricchezza
-
Clima investimenti
Indice Doing Business
- 190 (su 190 Paesi)
Competitività dell'economia
- (su 140 Paesi)
Corruzione percepita
60° (su 176 Paesi)
Registrare un’impresa
-
Ottenere una sentenza
-
Recovery rate
-
Sistema bancario
Concentrazione prime 3 banche
100,0% (del totale attivo)
Interessi sui prestiti
-
Prestiti in sofferenza
- (del totale prestiti)
Fonte: SACE maggio 2017

Cuba - Prospettive future

 

 
La crescita prevista del 2% per il 2017, di per sé troppo esigua per poter rappresentare un dato di uscita dalla recessione, sarà comunque condizionata dalle relazioni di Cuba con l’amministrazione del neo presidente Donald Trump, che non ha esitato a definire Fidel Castro un “dittatore” proprio nel giorno della sua scomparsa, il 25 novembre 2016.Un'accelerazione del PIL è prevista negli anni successivi (fino ad un +3,5% nel 2021).
 
Quel che resta da sciogliere dopo la morte di Castro, del resto, è un’eredità con cui Raoul dovrà presto fare i conti: la doppia moneta, l’approvvigionamento energetico e il sistema politico a partito unico. Sappiamo che a Cuba, dal 1994, circolano sia il peso cubano (Cup) che viene usato per il pagamento dei salari statali, che il peso convertibile (Cuc),con cui si acquistano in beni venduti a L’Avana, equiparato all’euro e superiore al Cup, nel cambio, di ben 25 volte. La doppia valuta ha naturalmente dato vita a due condizioni sociali parallele, mettendo in luce esattamente le disuguaglianze contro cui il governo cubano ha costruito la propria ideologia e di conseguenza definito la propria identità di fronte ai cittadini.
Poi, l’autosufficienza energetica. In questo ambito i problemi più seri si sono cominciati a creare  proprio nel periodo che ha seguito il tracollo dell’Unione Sovietica, con blackout energetici continui e numerosi (fino a 14-15 al giorno), finché è arrivato in soccorso il governo venezuelano che ha iniziato a fornire a Cuba, quotidianamente, fino a 90mila barili di petrolio in cambio di professionalità in campo medico e scolastico. Attualmente, però, la condizione di estrema inflazione e disoccupazione nella quale si trova il Venezuela getta Cuba, di conseguenza, in una posizione difficile.
L’attuale governo cubano, infine, pur avendo introdotto riforme considerevoli, non ha apportato modifiche di rilievo al modello politico di base. Resta, di fatto, il partito unico.

Cuba - Settori produttivi

 

L'economia cubana si è sviluppata grazie alla massiccia coltivazione della canna da zucchero introdotta per la prima volta da Colombo, che impiega manodopera sia nell'agricoltura che nell'industria di trasformazione. Dopo lo zucchero il secondo prodotto per l'esportazione è il nichel per il quale Cuba è il quarto produttore mondiale. Vengono inoltre esportati frutti esotici, agrumi, tabacco, caffè, aragoste e rum.

La struttura del PIL cubano dall’inizio degli anni ‘90 ha subito una notevole trasformazione, in seguito ad una serie di iniziative legislative che potrebbero nel lungo periodo gradualmente portare il Paese verso un sistema economico di libero mercato. Tra i principali settori economici, sui quali si basa l’economia di Cuba negli anni 2000, rientrano il commercio ed i servizi, tra cui spiccano per importanza le attività legate al turismo, e l’industria manifatturiera.
L’agricoltura e la pesca mantengono la loro importanza, soprattutto per quanto riguarda la loro incidenza sull’entità merceologica delle esportazioni del Paese, sebbene il contributo alla produzione generalmente non superi il 5-6%.

Cuba è orientata nello sviluppo di tutti i settori produttivi, in modo da alleggerire il rischio incentrato nella forte dipendenza dell’economia dal turismo e da una ristretta gamma di prodotti primari, entrambi suscettibili di essere colpiti duramente da un rallentamento della crescita mondiale. Anche la dipendenza da paesi investitori come la Cina ed il Venezuela pone qualche rischio: un rallentamento economico nella prima o un cambio di potere nel secondo potrebbero avere gravi ripercussioni sull’economia cubana.

Cuba - Interscambio con l'Italia