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INDONESIA

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Indonesia - Informazioni Generali

 

Superficie: 1.919.440 Km2 articolata su 17.507 isole per oltre 5.150 km, coprendo ben tre fusi orari, I’Indonesia è il 16° paese al mondo per estensione.

Capitale: Jakarta (10 milioni di abitanti)
Altre città: Surabaya; Bandung; Medan; Palembang; Semarang; Ujung; Pandang

Popolazione: 257.6 milioni di abitanti (2015 – Banca Mondiale) quarto paese più popoloso al mondo dopo la Cina, l’India e gli Stati Uniti.

Lingua ufficiale: Indonesiano (Bahasa Indonesia). Usati circa 250 dialetti e altre lingue regionali. La seconda lingua ufficiale è l'inglese, ampiamente diffusa.

Religione: Musulmani (85%), Cristiani (10%), Induisti (2%), Buddisti (1%)

Moneta: L'unità monetaria dell'Indonesia è la Rupia Indonesiana (IDR).

Indonesia - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
939.988
923.149
887.028
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
3.740
3.630
3.440
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
2.440.590
2.599.157
2.755.417
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
9.710
10.210
10.700
Quota del reddito posseduto da più del 20%
7
..
..
PIL (milioni US $)
912.524
890.487
861.934
Crescita del PIL (% annua)
5,6
5,0
4,8
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
5,0
5,4
4,2
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
13,4
13,3
13,5
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
42,6
41,9
40,0
Servizi, ecc., valore aggiunto (% del PIL)
41,5
42,3
43,3
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
23,9
23,6
21,1
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
24,7
24,4
20,8
Investimenti lordi (% del PIL)
33,8
34,6
34,6
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
15,0
14,6
..
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
75,5
52,5
47,8
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
43,4
43,4
46,7
Gettito fiscale (% del PIL)
11,3
10,8
..
Scambi di merci (% del PIL)
40,5
39,8
34,0
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
23.282
25.121
20.054
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
64,77
-388,22
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 5,7
2010 6,4
2015 4,8
2016* 5,1
2017* 5,3
2018* 5,5
2019* 5,5

Indonesia - Prospettive future

 

Da parte sua, il Governo ha invece abbassato le previsioni di crescita per il 2017, portandole in una forchetta compresa tra il 5,3%-5,9%, dal 5,5%-5,9% precedentemente stimato. Per sostenere l’economia, il Governo concentrerà la spesa pubblica su infrastrutture e trasporti, riforma della burocrazia, assistenza sociale e decentralizzazione fiscale.
Per realizzare i piani di sviluppo infrastrutturale messi in campo per il periodo 2015-2019 servono 450 miliardi di dollari. Lo Stato può erogarne 230, il resto dovrà arrivare dal settore privato (per il 30%) e da società controllate dallo Stato (20%). Resta però da vedere se davvero il settore privato vorrà o potrà sborsare 141 miliardi di dollari.
Nei progetti del Governo c’è la realizzazione di 35mila megawatt di capacità di generazione elettrica, mille chilometri di strade a pedaggio, 3.258 chilometri di ferrovie, 15 aeroporti e 24 porti.
 
In numeri, il traguardo viene indicato in un reddito medio annuo pari a 14mila dollari entro il 2025 e far diventare l'Indonesia la decima economia mondiale. Che, moltiplicati per il numero di abitanti danno una cifra superiore a 4mila miliardi di dollari.
In termini di 'cose da fare' la sfida è di mettere il Paese nelle condizioni di trarre pienamente profitto dall'immenso patrimonio di risorse di cui dispone: energie (carbone, gas naturale, petrolio, geotermia), minerali (ferro, oro e rame, nickel, alluminio, stagno), aree agricole e forestali (primo produttore ed esportatore di olio di palma e secondo di gomma naturale), risorse ittiche (oltre 50mila chilometri di coste). Il tutto condensato all'interno di un grande piano pluriennale di sviluppo (MP3I: Masterplan for Acceleration and Expansion of Indonesian Economic Development).
Di qui la scelta del Governo indonesiano di concentrare nel prossimo decennio gli sforzi di investimento del Paese verso un obiettivo: la connettività, che in concreto indica la costruzione di un impressionante elenco di infrastrutture: porti, strade, ferrovie, centrali elettriche, reti di telecomunicazione che dovranno confluire in un numero limitato di poli di sviluppo.
 
Va rilevato che la connettività nel caso dei trasporti, assume un rilievo strategico anche ai fini di consentire, a chi produce nel Paese, di coprire l'insieme del mercato interno, con conseguenti vantaggi in termini di economie di scala e di specializzazione produttiva.
 
La buona notizia, in questo contesto, è che le disponibilità finanziarie oggi non dovrebbero mancare. Questo per diversi motivi: uno Stato poco indebitato (26,5% il debito sul PIL a fine 2011), il forte interesse per le risorse Indonesiane di un numero crescente di investitori asiatici, un'economia ormai stabilizzata e scarsamente dipendente dalla congiuntura internazionale grazie al formidabile motore di crescita rappresentato dalla domanda interna, un clima politico ormai stabile e pacifico dopo la difficile transizione dalla dittatura militare generale Suharto a un sistema democratico.
Una convergenza di fattori così favorevole, probabilmente, non si era mai verificata nel recente passato.
 
Non a caso il titolo del Piano pluriennale di sviluppo include il termine 'accelerazione'.
 
Come ha più volte sottolineato lo stesso Presidente riferendosi alla sua Amministrazione "Il nostro principale problema non è di trovare i capitali ma di riuscire a implementare rapidamente quello che abbiano progettato. E questo risultato possiamo raggiungerlo solo con un cambiamento di mentalità a tutti i livelli".
Il che significa: riduzione del peso della burocrazia, maggiore apertura del mercato, lotta alla corruzione ancora molto diffusa a tutti i livelli, maggiore trasparenza nei comportamenti dell'Amministrazione pubblica e delle imprese.
 
E qui entrano in gioco diversi fattori che finora hanno contribuito a rallentare il cambiamento. Sono il retaggio del passato che aveva creato nella capitale un sistema di potere chiuso, concentrato attorno a un numero limitato di grandi gruppi finanziari e una classe di alti funzionari e politici cresciuti all'ombra della dittatura. A cui si aggiungono un forte decentramento di potere a livello locale.
 
E’ un sistema di partiti basato soprattutto sulle affiliazioni personali (incluse 'connessioni' con il potere economico) dei diversi leader a livello locale e nazionale.
 
Ma ci sono anche fattori che premono in direzione opposta: sono la crescita di un ceto medio di dimensioni rilevanti e di un'opinione pubblica informata. La Banca Mondiale ha stimato che l'espansione del ceto medio indonesiano è stata pari al +61,73% nel periodo 2003-2010, passando da 81 milioni a 131 milioni. E anche l'integrazione dell'economia Indonesiana al processo di crescita asiatico.
 
Ormai il 54% dell'interscambio del Paese avviene con i Paesi di quest'area del mondo. Un aspetto questo, che apre grandi opportunità alle élite locali ma impone, come contropartita, un abbattimento delle protezioni economiche e amministrative. In particolare l'Indonesia, grazie alle dimensioni del suo mercato e alle risorse di cui dispone, può puntare a una posizione di leadership all'interno dell'area di libero scambio dei Paesi dell'Asia Sudorientale (ASEAN) con oltre 600 milioni di consumatori che include Paesi come Thailandia, Malaysia, Vietnam, Filippine ecc.
 
L'altra grande sfida che il Governo deve affrontare, in parallelo con la "connettività" è la riduzione delle grandi disparità in termini di reddito e di accesso ai servizi sociali iniziando da sanità e istruzione.
 
Oggi, solo la metà della popolazione ha completato il ciclo elementare e la quota in possesso di diploma di scuola superiore si riduce all'8 per cento. Ma l'accesso si deve estendere anche alle infrastrutture di supporto (energia, servizi idrici e di smaltimento) tenuto conto del fatto che ormai il 55% della popolazione vive in aree urbane.

Indonesia - Settori produttivi

 

File:Mall in Jakarta.JPG
L'Indonesia gode di un'economia alquanto bilanciata nella quale tutti i settori giocano un ruolo importante. Di seguito si illustrano i settori che attualmente sono considerati in espansione, dove si individuano le migliori prospettive di opportunità.
 
Beni di consumo I beni di consumo “Made in Italy” diffusi in Indonesia appartengono soprattutto al segmento alto del mercato, in particolare per i settori dell’abbigliamento, calzature, pelletteria
e profumeria. Nonostante l’euro “forte” e la vigorosa concorrenza di altri Paesi, le statistiche ufficiali indicano un aumento delle forniture italiane, peraltro destinate a crescere sempre più in considerazione dell’evoluzione della società indonesiana.
Anche in questo settore, come per l’alimentare, le statistiche ufficiali vanno interpretate con molta cautela in quanto, come già osservato sopra, prodotti italiani possono essere importati in modo indiretto tramite fornitori con base a Singapore e a Hong Kong.
Per pervenire ad una sempre più articolata e vasta presenza dell’apprezzato prodotto italiano di qualità, andrebbero intensificate le sinergie con i mall, che sempre più numerosi sono costruiti nelle città indonesiane, e andrebbero sviluppate opportune azioni di comunicazione, in grado di evidenziare i fattori distintivi propri del prodotto italiano.
 
Ambiente I numerosi progetti di sviluppo governativo per una sempre maggiore tutela ambientale, a seguito dell’ adozione del Green Enviroment Program, dell’istituzione di una specifica Agenzia, e dell’adesione alle linee guida della World Health Organisation rappresentano delle sicure opportunità per le aziende italiane del settore, che dispongono di macchinari all’avanguardia nel campo dello smaltimento dei rifiuti, del trattamento dell’aria e della pulizia delle acque, settori oggetto di particolare attenzione da parte del governo indonesiano. Altre opportunità sussistono per la sostituzione di motori a benzina o diesel in altri tipi di motori meno inquinanti.
 
Meccanica strumentale. Il settore prioritario rimane quello della meccanica strumentale, anche in relazione all’importanza che tale settore ha acquisito nel corso degli anni nella composizione delle nostre esportazioni verso l’Indonesia.
Attualmente i beni strumentali italiani sono particolarmente penalizzati sia per apprezzamento dell’Euro, sia per la forte concorrenza degli altri Paesi asiatici, in particolare Giappone, Cina e Corea del Sud.
La concorrenza è agguerrita. I produttori asiatici offrono prezzi più competitivi e si avvalgono di vaste reti di vendita e di assistenza. Anche in settori tradizionalmente di punta per l’Italia, come la meccanica strumentale, la concorrenza da parte dei Paesi asiatici è in costante crescita. Tuttavia, puntando su una qualificata azione informativa e promozionale, sarà possibile consolidare ed espandere la nostra presenza, puntando sulla qualità più che sul fattore prezzo.
 
Macchine ed attrezzature per l’industria edile ed il movimento terra A seguito del vasto flusso migratorio dalle campagne verso le aree urbane, si verifica un aumento della richiesta di opere di edilizia privata a scopo abitativo e commerciale. Il governo indonesiano ha inoltre varato un rilevante Programma governativo infrastrutturale 2010- 2014 ( di 150 miliardi USD) per la realizzazione di 60 progetti, i più importanti dei quali sono il ponte di collegamento tra le isole di Sumatra e Giava e la metropolitana di Giacarta. Altro importante progetto di sviluppo infrastrutturale è il Masterplan 2011- 2015 “ ASEAN Connectivity” per la costruzione di opere infrastrutturali di connessione nella intera area ASEAN, , in sette linee strategiche principali.
 
Macchine per il settore tessile Sussistono numerose occasioni di business nella vendita di macchinari tecnologicamente avanzati da parte delle aziende italiane, in quanto l’industria tessile – principale voce dell’export indonesiana ( oltre 10 mld USD) risulta penalizzata da impianti obsoleti e minacciata dalla concorrenza cinese. Il governo locale concede finanziamenti a fondo perduto alle imprese che avviano programmi di investimenti per il rinnovo degli impianti e delle attrezzature di produzione.
 
Macchine per la lavorazione dei prodotti alimentari Il crescente aumento demografico e le positive previsioni di crescita del tenore di vita medio della popolazione lasciano prevedere un aumento della richiesta di macchinari per il food processing. Le prospettive più interessanti per le imprese italiane riguardano le macchine per la produzione di pasta e dolci, nonché per tostatura e lavorazione del caffè.
 
Macchine utensili per lavorazione metalli A causa della assenza di fornitori locali di macchine utensili per la lavorazione dei metalli (torni, presse, macchine piegatrici), il governo indonesiano agevola, attraverso la leva fiscale, il rinnovo dell’apparato strumentale obsoleto; i macchinari italiani godono di buona reputazione, anche se sussiste una elevata concorrenza dal Giappone per i macchinari ad elevata qualità e dalla Cina e da Taiwan per quelli di qualità inferiore.
 
Macchine per l’industria estrattiva (petrolio e gas) Sono in costante aumento la richieste per tale tipologia di macchinari ,in particolare valvole per industria estrattiva, in quanto il Paese potenzialmente autosufficiente in termini di risorse energetiche, ha varato numerose iniziative per sfruttare le riserve esistenti di petrolio e gas ed individuare nuove aree di approvvigionamento. In prospettiva inoltre verranno introdotte misure per incrementare l’uso di energie rinnovabili, un tema molto avvertito in Indonesia.

Indonesia - Interscambio con l'Italia

 

Le esportazioni italiane in Indonesia nel 2016 sono state pari a € 1,15 miliardi, in aumento del 4,5% sul 2015, mentre le importazioni sono state pari € 1,65 miliardi (-15,7%).
Il saldo della bilancia commerciale è negativo per € 500 milioni.
 
Le principali voci dell’export in Indonesia sono: Altri prodotti chimici di base organici” per un valore pari a € 151,2 milioni, in sensibile crescita annuale (+351%), “Macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l'imballaggio (incluse parti e accessori)” per € 114,9 milioni (+30,2%) e “Altre macchine per impieghi speciali n.c.a. (incluse parti e accessori)” per € 46,5 milioni (-10,2%).
I principali comparti dell’import sono “Olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi” per un valore di € 639,2 milioni (-16,9%), “Calzature” per € 140,5 milioni (-6%) e “Pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati mediante surgelamento, salatura ecc.” per € 83,2 milioni (+6,9%).
 
NB:
I dati della I e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomitanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV Tabella (Principali prodotti esportati dall'Italia) sono aggiornati annualmente in concomitanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.

Mercati a Confronto

Interscambio Italia - Indonesia 2013
Gen - Dic
2012
Gen - Dic
2011
Gen - Dic
Esportazioni € 873.101.855,00 € 1.012.640.628,00 € 820.902.403,00
Importazioni € 1.599.212.152,00 € 1.811.387.748,00 € 3.088.615.752,00

Indonesia - Informazioni di viaggio

 

Nel quadro dell’azione di contrasto al traffico di stupefacenti condotta dal Governo indonesiano, nel gennaio 2015 sono riprese le esecuzioni, anche nei confronti di cittadini stranieri, per detenuti condannati per traffico di droga. La legislazione al riguardo è estremamente severa, sia per i consumatori che per i trafficanti, e senza distinzioni tra droghe leggere e pesanti. Si raccomanda pertanto a tutti i connazionali di osservare scrupolosamente le disposizioni in materia.
 
Resta attuale il rischio di attacchi terroristici in tutto il territorio indonesiano, in particolare nella capitale Jakarta e nelle altre maggiori aree urbane. Le Autorità indonesiane, anche alla luce della minaccia rappresentata dall’attuale contesto internazionale, mantengono alto il livello di allerta a prevenzione di eventuali iniziative da parte di gruppi terroristici. Si raccomanda pertanto la massima prudenza e cautela negli spostamenti.
 
L'Indonesia è un Paese ad alto rischio sismico ed ospita il maggior numero di vulcani attivi al mondo. Le Autorità locali mantengono la massima allerta e raccomandano di evitare le zone dei vulcani La scarsa affidabilità delle guide locali rende molto rischioso avventurarsi in attività di trekking o risalita delle aree vulcaniche, anche per l’assenza di strutture sanitarie adeguate in caso di incidenti.
La criminalità comune è sempre più diffusa, in particolare nei maggiori centri urbani, comprese le zone residenziali abitate dagli stranieri. Si registra anche un aumento di truffe ai danni di possessori di carte di credito. Si consiglia quindi di non perdere di vista la propria carta di credito durante le transazioni.

Ai connazionali che dovessero recarsi in Indonesia, si raccomanda di segnalare prima della partenza (o all'arrivo) la propria presenza all'Ambasciata a Jakarta, inviando un fax al n. 0062.21.319.23.490 o al n. 0062.21.319.374.22 oppure inviando una e-mail a: ambasciata.jakarta@esteri.it con le proprie generalità, il periodo del soggiorno, gli indirizzi e i recapiti telefonici in Italia ed in loco. Ciò anche al fine di facilitare qualsiasi tipo di supporto da parte dell’Ambasciata in caso di necessità dovuta a situazioni di emergenza, frequenti nel Paese. Si consiglia di registrare sempre i dati del viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito Dove siamo nel mondo.

Prefissi internazionali 
00 62 Prefisso per il Paese
21 Giacarta

Fuso orario 
Zona occidentale 7 ore avanti rispetto all’orario del meridiano di Greenwich; Zona centrale 8 ore avanti
rispetto all’orario del meridiano di Greenwich; Zona orientale 9 ore avanti rispetto all’orario del meridiano di Greenwich; rispetto all’Italia bisogna aggiungere 1 ora a seconda di quelle indicate nelle varie zone (2 con l’ora legale)
 
Passaporto: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi alla data di ingresso in Indonesia.
Recentemente si sono registrati casi di turisti italiani a cui è stato rifiutato l’ingresso nel Paese a seguito della contestazione da parte delle Autorità indonesiane di immigrazione sull’integrità del libretto del passaporto (copertina scollata). Si raccomanda pertanto di verificare l’integrità del passaporto prima di intraprendere viaggi in Indonesia.
A fronte di casi di connazionali fermati e trattenuti in cella fino ad identificazione, perché privi di documenti di identità, si ricorda che i turisti sono tenuti a portare sempre con sé il proprio passaporto.

Vaccinazioni obbligatorie: Il vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio per tutti i viaggiatori di età superiore a  9 mesi provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia.

Visto d’ingresso: dal 1º febbraio 2004 nella Repubblica d’Indonesia sono entrate in vigore nuove disposizioni che regolano il rilascio dei visti d’ingresso per motivi di turismo, affari, sociali, governativi e per missioni ufficiali.
I cittadini italiani, in possesso di passaporto almeno valido per sei mesi, che intendano recarsi in Indonesia per motivi di turismo possono acquisire il visto d’ingresso secondo le seguenti modalità:

1) Rilascio del visto all’arrivo in aeroporto (possibile solo per motivi di turismo):
l’Indonesia  adotta il sistema di “Visa on Arrival”: viene rilasciato un  tipo di visto direttamente all’arrivo in aeroporto, valido per 30 giorni al costo di  circa 25 USD.  Tale visto può essere esteso per ulteriori 30 giorni ma non potrà essere convertito in un permesso di soggiorno limitato. L’estensione del visto può essere richiesta presso ogni sezione dell’Ufficio Immigrazione indonesiano (Imigrasi) al costo di 20 USD (200.000,- IDR). Non è possibile ottenere il rilascio del visto direttamente per 60 giorni. Se sono programmati soggiorni più lunghi in Indonesia, occorre munirsi preventivamente del visto d’ingresso rivolgendosi alle Rappresentanze diplomatiche o consolari indonesiane all’estero. Di norma, al ritiro del visto, è richiesta l’esibizione del biglietto aereo di andata e ritorno.

2) Richiesta del visto prima della partenza presso l’Ambasciata di Indonesia a Roma. La richiesta presso l’Ambasciata quindi è facoltativa in caso di turismo, ma obbligatoria per tutte le altre tipologie di visto, come ad esempio il visto per affari. E’ possibile richiedere un visto multiplo d’affari al costo di circa $ USA 75. I visti ottenuti presso l’Ambasciata possono avere una durata maggiore (sino a 60 giorni) e sono rinnovabili. In particolare, per l’esercizio di attività giornalistica (incluso attività fotografica per articoli giornalistici) deve essere rilasciato un apposito visto d’ingresso. Al riguardo si raccomanda di richiedere all’Ambasciata, oltre al rilascio del visto, anche le altre autorizzazioni ministeriali per l’esercizio dell’attività giornalistica. Per questa particolare attività, inoltre, è richiesta sempre la registrazione preventiva e personale degli interessati presso il competente ufficio del Ministero degli Affari Esteri indonesiano a Jakarta. Per visite in particolari regioni, come ad esempio Papua o Aceh, oltre al visto occorre anche richiedere all’Ambasciata indonesiana le informazioni aggiornate per ottenere le speciali autorizzazioni necessarie per l’ingresso in dette regioni.

Si segnala che un soggiorno più lungo di quello concesso dal visto e/o lo svolgimento di attività diverse da quelle per le quali il visto è stato rilasciato, costituiscono in Indonesia una grave violazione delle leggi sull'immigrazione e come tali vengono sanzionate con elevate pene pecuniarie e detentive fino a cinque anni. Per ogni giorno di soggiorno illegale in Indonesia è previsto il pagamento di una multa di 25 USD da pagare in contanti. Si consiglia di reperire informazioni aggiornate al riguardo direttamente presso l’Ambasciata Indonesiana a Roma o presso il proprio agente di viaggio.

Formalità valutarie e doganali
Nessuna. Esiste una libera convertibilità della valuta. A Jakarta e nei maggiori centri turistici è possibile effettuare sia il cambio Dollaro USA/Rupia che quello Euro/Rupia, a tassi correnti. Il cambio con l’Euro è invece ancora poco diffuso nelle zone meno turistiche e più remote del Paese.

Carte di credito: Le principali carte di credito sono accettate negli esercizi turistici.

Settimana lavorativa
Uffici Amministrativi: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 16.00 o dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Banche: dal Lunedì al Giovedì dalle ore 8.00 alle ore 15.00; Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.00
Negozi: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 15.00; Sabato dalle ore 8.00 alle ore 11.30.

Principali festività 
1° gennaio (Capodanno);
17 agosto (Festa dell’Indipendenza);
25 dicembre (Natale).
Oltre a queste, sono rispettate tutte le altre festività religiose cattoliche e islamiche.
Le festività di origine musulmana variano ogni anno secondo il calendario lunare. Dal momento che il calendario lunare Hijra è più corto di 11 giorni rispetto al calendario Gregoriano, ogni anno le feste islamiche cadono approssimativamente 11 giorni prima dell’anno precedente.
Le principali feste islamiche indicativamente sono: Eid al Fitr anche conosciuta come al-Eid al-Sagheer o come Hari Raya Puasa –3 giorni di celebrazioni che segnano la fine del Ramadan-mese del digiuno; Eid Al-Adha, comunemente conosciuta anche come al-Eid al-Kabeer o come Hari Raya Haji- la grande festa che commemora l’offerta del profeta Abramo per il sacrificio e che dura due-quattro giorni alla fine del mese del Hajj -pellegrinaggio alla Mecca; Hijra New Year – Nuovo Anno Islamico; Mawlid al-Nabi - Anniversario della nascita del profeta Maometto; al-Isràwàal Mi`raj – la festa che celebra la visita notturna del Profeta Maometto in paradiso.

Alle feste con data variabile si aggiungono infine la Pasqua ed il Giorno dell'Ascensione. 

Indonesia - indirizzi utili

 

 

Italian Embassy in Jakarta: www.ambjakarta.esteri.it
 
Altri indirizzi
 
Ministry of Trade: www.kemendag.go.id
National Investment Coordinating Board: www.bkpm.go.id
Ministry of Industry: www.kemenperin.go.id