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IRLANDA

 

 

Irlanda - Informazioni Generali

 

Superficie: 68.890 km²

Popolazione: 4.588.000 abitanti (2006)

Capitale: Dublino (506.000 abitanti)

Altre città principali:
Dublino area metropolitana (1.273.000 ab.),

Cork (119.000 ab.),
Galway (76..000 ab.),
Limerick (57.000 ab.),
Waterford (47.000 ab.).

Clima: Temperato

Lingua: le lingue ufficiali sono l’inglese e l’irlandese (gaelico).

Moneta: l’unità monetaria dell’Irlanda è l’Euro (€) che ha sostituito la Sterlina irlandese (I£) dal 1° gennaio 2002.

Irlanda - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
202.606
216.450
244.024
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
44.060
46.880
52.580
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
188.970
201.042
253.596
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
41.100
43.540
54.610
Quota del reddito posseduto da più del 20%
..
..
..
PIL (milioni US $)
239.271
256.271
283.703
Crescita del PIL (% annua)
1,1
8,5
26,3
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
1,4
-1,2
4,9
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
1,3
1,5
1,0
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
27,3
26,7
41,7
Servizi, ecc., valore aggiunto (% del PIL)
71,4
71,9
57,3
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
106,1
113,8
124,0
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
87,3
95,9
92,2
Investimenti lordi (% del PIL)
18,6
22,0
21,7
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
32,2
32,3
26,2
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
10
6
6
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
192,0
162,1
109,5
Gettito fiscale (% del PIL)
22,8
23,3
19,3
Scambi di merci (% del PIL)
75,3
74,9
67,6
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
49.960
86.766
203.463
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
..
..
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 5,8
2010 2
2015 26,3
2016* 4,5
2017* 3,2
2018* 2,6
2019* 2,6

Irlanda - Prospettive future

 

L’esito del referendum Brexit del Regno Unito rischia di generare conseguenze durature sull’economia irlandese, dovute non solo alla similarità tra le due economie, ma anche all’intensità dei rapporti economici, commerciali e politici tra i due paesi. I fattori principali dietro l’impatto del Brexit sull’Irlanda sono:
  • Volume dei rapporti commerciali Irlanda – Regno Unito;
  • Aumento delle tariffe – in particolare, nel settore agroalimentare e nell’ industria automobilistica, in cui anche un leggero aumento può generare perdite considerevoli;
  • Imposizione di dazi alla dogana e ulteriori controlli sul rispetto delle norme e degli standard relativi al processo di produzione ( tra cui le cosiddette rules of origin);
  • Aumento dei pagamenti destinati al budget dell’Unione europea per compensare la perdita della quota del Regno Unito
  • Riduzione degli Investimenti Diretti Esteri.
Di conseguenza, l’Irlanda potrà subire perdite considerevoli sia nel breve che nel lungo termine, anche se il valore finale della riduzione è’ ancora incerto e sarà presumibilmente compreso tra una perdita del 1,1% (best case scenario) e del 3,1% (worst case scenario) del PIL entro il 2030.
 
Di seguito sono riportate le stime dell’impatto del Brexit nelle diverse aree per i prossimi anni.
 
a. COMMERCIO INTERNAZIONALE
Gli ultimi studi pubblicati da ESRI suggeriscono che gli effetti del risultato del Brexit sono in grado di ridurre in modo significativo i flussi commerciali bilaterali tra l'Irlanda e il Regno Unito. L’Irlanda esporta il 16% dei prodotti della manifattura nel Regno Unito e importa il 34% dei beni e il 18% dei servizi dal Regno Unito.
L'impatto del Brexit potrebbe essere pari o superiore al 20% del commercio totale. Ciò rappresenta una cifra considerevole per un’economia piccola ed estremamente aperta al commercio internazionale come l’Irlanda, in cui i flussi commerciali internazionali rappresentano circa l’ 80% del PIL irlandese. Di conseguenza, un aumento delle barriere commerciali (tra cui tariffe e quote) può fungere da deterrente per le importazioni irlandesi dal Regno Unito.
Tuttavia, tale valore rappresenta la media di tutti i settori dell’economia e non indica l’impatto sulle singole industrie o aree settoriali.
Per quanto riguarda l’interscambio di beni di consumo, in particolare, il commercio è estremamente concentrato in poche tipologie di prodotti, il che implica che un aumento delle barriere commerciali per i prodotti più significativi avrebbe un impatto particolarmente negativo sui volumi degli scambi totali.
Alcuni settori, tra cui quello chimico e farmaceutico, rappresentano una quota significativa delle esportazioni verso il Regno Unito. Inoltre, settori quali quello agroalimentare, vini e bevande e l’industria dei metalli di base dipendono in maniera maggiore dalle esportazioni verso il Regno Unito e sarebbero colpiti duramente dalle conseguenze del Brexit.
 
b. INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI
L’economia irlandese presenta diversi elementi in comune con quella del Regno Unito ed entrambe attirano un livello elevato di investimenti esteri, in particolare nel settore dei servizi. È possibile che nello scenario post-Brexit i FDI destinati in precedenza al Regno Unito saranno diretti in parte verso l'Irlanda. Questo potrebbe accadere se il Regno Unito non sarà in grado di mantenere l'accesso ai mercati UE da cui al momento trae vantaggio e se le imprese estere saranno a loro volta alla ricerca di gateway alternativi per penetrare il Mercato Unico dell’UE.
Se, invece, il Regno Unito proporrà ulteriori politiche per liberalizzare i mercati finanziari e incentivare gli investimenti, potrebbe acquisire una posizione ancora più attraente per gli investitori. Pertanto, è probabile che l'effetto sugli FDI, sia nel Regno Unito che in Irlanda, dipenderà dalle politiche adottate in entrambi i paesi . Tuttavia, qualche cambiamento nei flussi degli FDI nei prossimi anni è probabile.
 
c. ENERGIA
L’Irlanda possiede una posizione ben definita e consolidata nel mercato dell'energia elettrica fin dal 2007. I rapporti bilaterali tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord sono estremamente importanti per quest’ultima, il cui modello si basa su elevate importazioni di energia elettrica provenienti dall’Irlanda per compensare la mancanza di una produzione locale di energia elettrica sufficiente.
Se il mercato dell'energia elettrica in Gran Bretagna rimane indipendente dal resto dei paesi membri dell’Unione Europea nei prossimi anni, l'Irlanda soffrirà perdite economiche considerevoli a causa dei rapporti commerciali stabiliti con il Regno Unito e della posizione di vulnerabilità agli shock e ai movimenti del mercato dell’energia elettrica britannico.
Di conseguenza, un maggiore interesse verso gli scambi commerciali con gli altri paesi membri dell’UE, e in particolare con la Francia, potrebbe ridurre i rischi per i consumatori irlandesi e fornire le basi per un’ulteriore diversificazione dei paesi fornitori. (Fonte ICE Londra) 

Irlanda - Settori produttivi

 

In Irlanda il manifatturiero rappresenta il 23% del PIL ed è in crescita. Si tratta si una statistica sorprendente nel contesto della generale crescita trascinata dall’export dell’economia irlandese, che si è potuta osservare negli anni recenti. I quattro maggiori settori manifatturieri in termini di export e impiego sono il biofarmaceutico, l’alimentare, il microelettronico e quello delle attrezzature medicali. Non è un caso. In tutti e quattro esiste un alto livello di concentrazione di R&D e di proprietà intellettuale (IP): R&S presente sia nel prodotto che nel processo.
La struttura dell’economia irlandese viene considerata inusuale per diversi fattori. Dal punto di vista settoriale, l’industria presenta un rendimento sensibilmente maggiore rispetto alle altre economie sviluppate. Tuttavia, dato che la maggior parte dell’industria manifatturiera è di proprietà straniera, un considerevole ammontare di profitti viene rimpatriato ogni anno, determinando un esteso gap tra PIL e PNL (il più ampio tra i paesi OCSE). Il settore agricolo, negli ultimi anni, è apparso in declino sia in termini relativi che assoluti, nonostante mantenga la sua importanza relativamente alle altre economie dell’Europa Occidentale.

Irlanda - Interscambio con l'Italia

 

Le esportazioni italiane in Irlanda nel 2016 hanno ammontato a € 1,7 miliardi, in aumento sul 2015 del 38%, mentre le importazioni sono state pari a € 3,3 miliardi, in questo caso in diminuzione sul 2015 del 18,8%.
Il saldo della nostra bilancia commerciale è quindi negativo per 1,606 miliardi.
Le principali voci merceologiche del nostro export sono state “Medicinali e altri preparati farmaceutici” con un valore pari a € 245,5 milioni, in aumento del 381% sul valore del 2015, “Altri prodotti chimici di base organici” per € 241,6 milioni (+109%) e “Prodotti farmaceutici di base” per € 109,1 milioni (+21%).
I principali settori per il nostro import del 2016 sono stati rispettivamente “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per un valore pari a € 1,2 miliardi, in diminuzione sul dato del 2015 (-35%), “Altri prodotti chimici di base organici” per € 290 milioni (+28%) e “Prodotti farmaceutici di base” per un valore di €236 milioni (+110%).

 
NB:
I dati della I e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomitanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV (Principali prodotti esportati dall'Italia) Tabella sono aggiornati annualmente in concomitanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.

Mercati a Confronto

Interscambio Italia - Irlanda 2013
Gen - Dic
2012
Gen - Dic
2011
Gen - Dic
Esportazioni € 659.509.093,00 € 694.523.244,00 € 999.195.224,00
Importazioni € 2.184.317.639,00 € 2.244.456.160,00 € 3.456.733.481,00

Irlanda - Informazioni di viaggio

 

 
Prefissi internazionali: 00353 per il Paese, indicativo urbano senza lo zero e numero desiderato.
 
Fuso orario: stesso orario del Meridiano di Greenwich (un’ora indietro rispetto all’Italia). Il paese adotta l’ora legale in un periodo diverso da quello italiano.
 
Visto: è necessario per gli extracomunitari.
 
Settimana lavorativa:
BANCHE: dal Lunedì al Venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.
ATTIVITÀ COMMERCIALI: dal Lunedì al Sabato.
UFFICI POSTALI: dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 17.30 e il sabato dalle 9 alle 13.

Carte di credito: VISA, EuroCard, American Express, Diners Club, Master Card.

Principali festività:
1° gennaio (Capodanno);
17 marzo (Festa di San Patrizio);
Venerdì Santo;
Pasqua;
Lunedì di Pasqua
1° lunedì di maggio (May Day);
1° lunedì di giugno (Pentecoste);
1° lunedì di agosto (weekend di agosto);
ultimo lunedì di ottobre (Bank Holiday d’autunno);
25 dicembre (Natale);
26 dicembre (Santo Stefano).
Se le feste di Capodanno, San Patrizio, Natale, o Santo Stefano coincidono con un fine settimana, il lunedì successivo viene considerato festa nazionale.

Irlanda - Principali indirizzi utili

Ambasciata d’Italia in Irlanda
Ambasciata d’Irlanda in Italia
Ufficio ICE in Irlanda
Camera di commercio Irlandese
Unicredit Irlanda
IDA Ireland (Industrial Development Authority)
Bank of Ireland
Enterprise Ireland