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LIBIA

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Libia - Localizzazione


Libia - Informazioni Generali

 

Superficie: 1.759.540 km². (circa sei volte quella dell'Italia).
Stato dell’Africa settentrionale, la Libia è il quarto Paese africano in ordine di grandezza. Si affaccia sul Mediterraneo e possiede 1.850 km di costa. Il deserto del Sahara occupa più del 90% del territorio.
Confini: Egitto, Sudan, Ciad, Niger, Algeria e Tunisia.
Fuso orario: Stesso orario dell’Italia, il Paese non adotta l’ora legale

Popolazione: 6, 278milioni (2015 Banca mondiale),
 
Religione: Musulmana. Rispettato il culto delle altre religioni, in particolare quella cristiana (chiese cattoliche a Tripoli e Bengasi).
Capitale: Tripoli (1.126.000 ab.- 2014) 
Altre città principali: Bengasi, capoluogo della Cirenaica e seconda città del paese; Misurata; Al Mirqab; Al Bitnan; Sebha.
Lingua ufficiale: arabo (altre lingue diffuse berbero, italiano)
 
Moneta: Dinaro Libico (LYD).

Libia - Principali Indicatori Economici

 

Performance economica 2015
PIL nominale (miliardi USD PPP)
92,8
Crescita PIL
-11,7% (vs anno precedente)
Saldo pubblico
-35,8% (del PIL)
Debito estero
11,9% (del PIL)
Crescita PIL pro-capite
-11,0% (vs anno precedente)
Debito pubblico
8,0% (del PIL)
Riserve 
51,7 (del PIL) 
Contesto politico-sociale 
Sviluppo umano
94°(su 188 Paesi)
Disoccupazione
19,2%
Distribuzione della ricchezza
- (detenuta dal 10% più ricco della popolazione)
Clima investimenti
Indice Doing Business
188° (su 190 Paesi)
Competitività dell'economia
- (su 138 Paesi)
Corruzione percepita
170° (su 175 Paesi)
Registrare un’impresa
35 giorni
Ottenere una sentenza
690 giorni
Recovery rate
0,0%
Sistema bancario
Concentrazione prime 3 banche
71,8% (del totale attivo)
Interessi sui prestiti
6,0%
Prestiti in sofferenza
- (del totale prestiti)
Fonte: SACE - Aprile 2017

 

(*) Previsioni Banca Mondiale - Aprile 2017

Crescita annuale del PIL (%)
2005 9.9
2010 5
2015 -10.2
2016* 14
2017* 40
2018* 20
2019* -

Libia - Prospettive future

 

La Libia è un Paese frammentato in mille pezzi. I due più grossi, la Cirenaica e la Tripolitania, si sono prima combattuti nella guerra civile tra il Parlamento di Tobruk e quello di Tripoli, e adesso procedono tra scontri e trattative sul bilico del precipizio. Il caos e una nuova guerra civile sono infatti prospettive sempre attuali. Il generale Haftar, appoggiato da Egitto, Emirati e Russia, controlla la Cirenaica mentre Serraj è il presidente del governo di unità nazionale fortemente sostenuto dalle Nazioni Unite che ha sede a Tripoli. Il mancato accordo tra i due, figlio anche delle divisioni nella comunità internazionale, ha finora impedito qualsiasi pacificazione reale del Paese, che scarica la sua instabilità nel Mediterraneo – non fermando e anzi lucrando su un fenomeno migratorio senza precedenti – e nel Nord Africa, dove preoccupa l’avanzata del fanatismo jihadista.
Le voci su un possibile incontro segreto tra Haftar e Serraj al Cairo hanno ovviamente suscitato grande interesse, in particolare per ’Italia che in Libia ha forti interessi economici e geopolitici.
Per gli scettici: è difficile che i libici possano trovare un accordo, ma già il fatto che si parli di trattative al Cairo è una buona notizia. L’Egitto sembrerebbe infatti voler assumere un ruolo di mediazione, in grado di condizionare in modo determinante Haftar. Dunque, se anche a questo primo passo non dovessero poi seguirne altri, è comunque da registrare una positiva volontà da parte della comunità internazionale di intervenire per pacificare la Libia.

L’Egitto è finora stato il principale sponsor di una parte, quella di Haftar, nello scontro con le altre. Come mai adesso sembra intestarsi un ruolo di mediatore tra parti diverse?
Siamo in una fase di posizionamento tattico di tutti gli attori. La Russia che, semplificando, sta con Haftar non ha comunque interesse a un’esplosione delle violenze in Libia con un rinnovato scontro tra il generale e Serraj. L’amministrazione Trump ha espresso il proprio sostegno a Serraj. Anche questa mossa sembra rifletta un interesse tattico: nelle future trattative in questo modo Washington guadagna peso nei confronti di Mosca.
 
La Libia non è un pivot dell’area mediorientale, ma è comunque un Paese importante. Ovviamente per il petrolio, ma anche se non soprattutto perché la sua crescente instabilità rischia di contagiare le aree limitrofe. Egitto, Tunisia, Mediterraneo, traffici illeciti, dramma dei migranti: sono tutte questioni su cui il caos libico già impatta negativamente e si teme che se la situazione non dovesse essere risolta, ma anzi peggiorare, potrebbero degenerare ulteriormente. L’Isis ha già approfittato una volta dell’anarchia libica per infiltrarsi nel Paese e si vuole evitare che la cosa si ripeta. Il caos è troppo pericoloso per gli interessi di troppi attori.
 
Nonostante tutto l’Italia sta mantenendo una linea coerente. In particolare sono due i principi guida dell’azione italiana in Libia: in primo luogo, no all’intervento militare. Una campagna militare di Haftar, o una delle brigate di Misurata che sostengono Tripoli, non avrebbe speranza di pacificare il Paese. Anzi, lo spargimento di sangue porterebbe solo ancor più anarchia. Dunque la soluzione dev’essere necessariamente diplomatica. Secondo, gli interessi dell’Italia sono in Tripolitania, quindi noi stiamo con Tripoli. Durante la guerra civile eravamo criticati perché flirtavamo col parlamento islamista di Tripoli, adesso stiamo con Serraj che ha l’appoggio dell’Onu. Questo ci dà un ruolo e un peso negoziale e lo si è visto ad esempio nell’operazione per portare un ospedale militare a Misurata piuttosto che nei recenti accordi – ancorché probabilmente poco attuabili, vista la situazione di anarchia che regna nel Paese – con Tripoli sui migranti.

Haftar ha conquistato le strutture petrolifere del ricco bacino della Sirte nel tentativo di “lanciare un’Opa” sulla Libia. Chi controlla il petrolio controlla la compagnia petrolifera nazionale, la Banca Centrale. Aprendo o chiudendo i rubinetti di fatto controlla l’economia. Tuttavia l’Eni non dovrebbe trovarsi in una posizione drammatica: la maggior parte dei suoi interessi è in Tripolitania e comunque in Libia opera attraverso una compagnia che è per metà italiana e per metà libica. L’Eni è stata abile a non farsi percepire come “straniera” dai libici, ma anzi come una struttura che fornisce un servizio fondamentale per la popolazione. Fintanto che riuscirà a mantenere questo profilo non ci dovrebbero essere problemi. 

Le prospettive di sviluppo della Libia sono condizionate dal presupposto che la Camera dei rappresentanti della Libia approvi un nuovo governo nazionale al più presto, in grado di avviare il ripristino della sicurezza e lanciare programmi per ricostruire le infrastrutture economiche e sociali: in particolare, nella produzione di petrolio e suoi terminal. Nello scenario generale, la produzione di petrolio dovrebbe progressivamente migliorare e raggiugere circa 0,6 milioni di barili al giorno, entro la fine del 2017. Su questa base, il PIL è previsto in aumento del 28 per cento. Tuttavia, i solo ricavi dal petrolio non saranno sufficienti a coprire le spese di bilancio e le importazioni al consumo. Pertanto si prevede che nel 2017, continuerà il deficit di bilancio (ca. 35% del PIL) e il disavanzo delle partite correnti (28% del PIL).
In questo scenario, i rischi rimangono alti così come le incertezze politiche. Nel medio termine, si prevede che la produzione di petrolio aumenterà progressivamente senza, tuttavia, raggiungere la piena capacità entro il 2020, a causa del tempo necessario per ripristinare le infrastrutture petrolifere pesantemente danneggiate. In questo contesto, si prevede un rimbalzo di crescita a ca. il 23% nel 2018. Gli attuali saldi dei conti correnti saranno significativamente migliorati, con un bilancio positivo; le eccedenze nella bilancia dei pagamenti correnti dono attese a partire dal 2020; le riserve in valuta estera saranno in media intorno a US$ 26 miliardi ne periodo 2017-2019 (che rappresenta l'equivalente di 13 mesi di importazioni). 
A meno che non si agisca immediatamente per affrontare la crisi umanitaria, la situazione economica non dovrebbe migliorare. La situazione in Libia è tale che basta semplicemente un minimo di miglioramento delle prospettive macro-economiche per portare avanti un cambiamento significativo. Il paese ha bisogno di aiuti umanitari e di programmi specifici per affrontare la distruzione e la mancanza di servizi di base che la gran parte della popolazione si trova ad affrontare.

FIGURA 1 Libia/ Le finanze pubbliche, in% del PIL

 

Fonte: Governo della Libia e Stime Banca Mondiale 

FIGURA 2 - Libia/ I conti con l'estero, in% del PIL

 

Fonte: Governo della Libia e Stime Banca Mondiale 

Libia - Settori produttivi

 

L’economia della Libia è dominata dal settore petrolifero. Di conseguenza, i contributi dell’industria manifatturiera e del settore agricolo sono scesi; mentre gli altri settori chiave rappresentati da commercio, trasporto e servizi, nonostante il loro contributo alla formazione del PIL sono stati erosi dalla crescita del settore petrolifero. 
Nei primi mesi del 2017, la produzione dell’instabile Libia sta comunque andando meglio del previsto. Certo, con frequenza si ripetono le chiusure dei porti o gli scontri tra le milizie rivali. Come l’offensiva delle Petroleum facility guards, che hanno ripreso il controllo dei due importanti terminal di Ras Lanuf e el-Sider, facendo crollare la produzione dell’importante giacimento di Waha. Ma se consideriamo che il Paese in febbraio 2017 ha prodotto quasi 700mila barili/giorno, si tratta di un deciso balzo in avanti rispetto ai 260mila bg estratti in agosto e a una media che nel 2015 non superava i 300mila bg.
Non sono volumi sufficienti a riequilibrare il dissesto finanziario del Governo di accordo nazionale di Tripoli. Ma se il giacimento di Waha dovesse riprendere in breve tempo, la produzione potrebbe ulteriormente beneficiarne. I livelli dei tempi precedenti la rivolta contro Muammar Gheddafi – 1,6 mbg – sono ancora lontani, ma le cose stanno andando meglio rispetto agli ultimi anni.

Libia - Interscambio con l'Italia

 

Import italiano 2015: € 3,4 mld (-24,9% rispetto al 2014)
Dal punto di vista merceologico, l’export italiano ha riguardato: settore estrattivo (55%); Meccanica strumentale (10%); Alimentazione e Bevande (7%); Apparecchi elettrici (7%); Altra agricoltura (4%); metalli (4%); Altro (13%);
43° Mercato di destinazione per l'export italiano
Mercato di destinazione dell’export Italiano in Medio Oriente e Nord Africa
446,4 mln: Incremento potenziale dell'export italiano entro il 2019 (€)

 

NB:
I dati della I e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomitanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV (Principali prodotti esportati dall'Italia) Tabella sono aggiornati annualmente in concomitanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.

Mercati a Confronto

Interscambio Italia - Libia 2013
Gen - Dic
2012
Gen - Dic
2011
Gen - Dic
Esportazioni € 2.494.961.551,00 € 2.159.902.555,00 € 694.981.759,00
Importazioni € 7.118.419.682,00 € 12.881.514.070,00 € 5.289.272.264,00

Libia - Informazioni di viaggio

 

Prefisso per l’Italia: 0039 + prefisso della città italiana
Prefisso dall’Italia: 00218 + prefisso della città senza lo zero.
Collegamenti telefonici: si segnala che i servizi di telefonia mobile in roaming sono, al momento, solo parzialmente fruibili. È pertanto vivamente raccomandato a coloro che giungono nel Paese di munirsi di schede telefoniche locali, peraltro di non semplice reperibilità, o di utilizzare sistemi di comunicazione satellitare. Il servizio dati Internet sulle reti di telefonia mobile è disponibile solo in maniera parziale. A causa dei frequenti tagli dell’elettricità (anche 12 ore al giorno a Tripoli), le linee telefoniche fisse o mobili potrebbero non funzionare regolarmente.

Formalità valutarie e doganali: E’ vietato esportare dinari libici, che non sono in ogni caso convertibili all’estero. Per cambiare all'uscita i dinari rimasti viene spesso richiesto di esibire le ricevute dei cambi effettuati durante il soggiorno.
E’ tassativamente vietata l’importazione di bevande alcoliche ed è fortemente sconsigliato importare salumi.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ALL'INGRESSO NEL PAESE

Avvertenze: Questa sezione è da considerarsi provvisoria alla luce della situazione di instabilità e di frammentazione politico-istituzionale che si registra ormai da tempo nel Paese.
Passaporto: obbligatorio, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo nel Paese ed una pagina intera libera. Non è ammesso nessun altro documento di viaggio.
 
Benché le Autorità locali non abbiano emesso alcuna comunicazione ufficiale al riguardo, risulta attualmente disapplicata la norma che imponeva di apporre sul passaporto un timbro con la traduzione in arabo dei dati anagrafici.
In vigenza dell’obbligo di cui sopra, il timbro bilingue era disponibile presso le Questure.
La normativa vigente dispone tutt’ora che l’ingresso in Libia è proibito a chi abbia sul passaporto il visto di Israele o qualsiasi altro segno/timbro/annotazione indicante un soggiorno o un transito in Israele.
 
Visto di ingresso: obbligatorio. Si consiglia di verificare con l’Ambasciata di Libia a Roma e con i Consolati libici in Italia le procedure di richiesta del visto. Per i visti d’affari, la persona fisica o giuridica deve avanzare richiesta presso l’Ufficio Immigrazione libico di residenza.
 
Il rilascio di visti turistici da parte delle Autorità diplomatiche e consolari libiche è soggetto a massima discrezionalità. Si ricorda, comunque, che i viaggi sono, al momento, fortemente e assolutamente sconsigliati.
Quanto alla permanenza nel Paese, il precedente “timbro di registrazione” di colore verde, triangolare, non è più utilizzato. Da qualche tempo risulta introdotto un nuovo timbro, di colore blu, che va apposto entro cinque giorni dall’ingresso nel Paese (quanto alle procedure amministrative si segnala tuttavia che l’attuale frammentazione del Paese potrebbe dar luogo a difformità di trattamento).
 
SICUREZZA

A partire dall’11 gennaio 2017 l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha ripreso le proprie attività.
In ragione della situazione di sicurezza in Libia e degli scontri che stanno interessando il Paese (specialmente in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Bengasi, Derna e Sabratha), della crescente minaccia terroristica e dell’elevatissimo rischio rapimenti si ribadisce il pressante invito ai connazionali a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese poiché l'attuale contesto di sicurezza non offre sufficienti garanzie di tutela e operare e/o recarsi nel Paese risulta estremamente pericoloso.
Negli ultimi mesi, in particolare, si sono registrati numerosi sequestri di cittadini stranieri anche italiani (si è concluso purtroppo tragicamente il sequestro di due dei quattro cittadini italiani rapiti il 19 luglio 2015) e diversi attacchi terroristici si sono registrati nella capitale Tripoli mediante autobombe ai danni di Ambasciate straniere, ed in altre aree del Paese, anche con il coinvolgimento di numerosi cittadini stranieri.
Si registra anche un forte aumento della criminalità che risulta sempre più organizzata e in grado di condurre azioni ostili specie ai danni di cittadini stranieri, in particolare nelle grandi città. In ragione della presenza di formazioni armate, di bande criminali e di attivi gruppi terroristici si segnala una elevata pericolosità in tutto il tratto stradale costiero dell’intero Paese (dal confine tunisino a quello egiziano), maggiormente utilizzato per gli spostamenti.

Avvertenze e suggerimenti: Per chi decida di recarsi comunque nel Paese, sotto la sua responsabilità, si raccomanda, in particolare, di assumere adeguate misure di sicurezza, dato l’elevatissimo rischio che comportano gli spostamenti sul territorio che si raccomanda comunque di evitare. Si raccomanda di adottare sempre comportamenti ispirati alla massima cautela e attenzione evitando gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì.
Come segnalato sopra, anche a seguito dei recenti accadimenti, si sottolinea che la sicurezza non è più garantita nemmeno nei grandi hotel di Tripoli, usualmente frequentati da stranieri.

SANITA’

Le strutture sanitarie erano precarie e non conformi agli standard europei già prima della rivoluzione e la situazione è ulteriormente peggiorata per il forte afflusso di feriti dal fronte e la partenza dal Paese di numerosi medici ed infermieri stranieri. Ogni qualvolta sia possibile, si consiglia pertanto il trasporto del paziente verso Italia, Tunisia o Malta. Malgrado la presenza di numerose farmacie, molti medicinali non sono reperibili. Chi avesse bisogno di medicine particolari deve ricordare di portarle dall’Italia.
 
Cliniche private
  • Libyan Swiss Clinic; Tel. 021 3619693
  • Clinica Al Afia; Gasser Ben Geshier - Tel. 021 5633051-4  /  021 5633900-4 - Fax. 021 5633055
  • Clinica St. James: Wesayat El Bderi, Ben Ashur - 091 335 8962 - Tel 021 3620242-3 - Fax. 021 3620241 - e-mail: libya@stjameshospital.com
Malattie presenti: nulla da segnalare.
 
Avvertenze: E’ assolutamente indispensabile sottoscrivere, prima di partire, un’assicurazione sanitaria che copra le spese per un’eventuale trasferimento aereo del malato, considerando però che le evacuazioni mediche dalla Libia sono per il momento estremamente problematiche.
Si consiglia di bere solo acqua minerale in bottiglia, controllando che il tappo sia correttamente sigillato. Non aggiungere ghiaccio nelle bevande. È sconsigliato mangiare verdura cruda e frutta non sbucciata e molluschi.
Si segnala infine che si sono registrati casi di avvelenamento a seguito del consumo di alcolici preparati in casa e/o distribuiti illegalmente. Nel rimarcare i rischi per la salute di tale pratica, si ricorda che in Libia vige il divieto assoluto di produzione e consumo di bevande alcoliche.
Il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatorio per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.

MOBILITA’

Patente: è necessaria la traduzione in arabo dei dati contenuti in quella italiana.
L’Alitalia ha interrotto i collegamenti tra Italia e Libia. Nonostante sia stato oggetto nei mesi scorsi di bombardamenti, l’aeroporto militare di Tripoli (Mitiga) risulta al momento operativo (possono verificarsi comunque repentine chiusure per ragioni di sicurezza). L'Egitto ha chiuso il suo spazio aereo ai voli provenienti dagli aeroporti di Mitiga e di Misurata. Attacchi aerei si sono anche verificati sulla città di Misurata, in particolare contro l’aeroporto internazionale, il porto e alcune strutture industriali. A seguito di questi eventi la Turkish Airlines ha sospeso i voli su Misurata a data da destinarsi.
Il valico di frontiera libico-tunisino di Ras Jadir è spesso sottoposto a misure di temporanea chiusura, ovvero di pagamento di tasse che determinano lunghe attesa in uscita dalla Libia verso la Tunisia. Ogni spostamento nel Paese, soprattutto su ruota, risulta a elevato rischio.
Si ricorda che la Libia ha unilateralmente dichiarato, a partire dal 2005, la sussistenza di diritti esclusivi di pesca su un’area di mare estesa fino a 74 miglia dalla propria costa e dalla linea che chiude idealmente il golfo della Sirte. Sebbene tale atto si ponga in contrasto con le norme pattizie (UNCLOS del 1982, di cui la Libia non è parte) e consuetudinarie internazionali che regolano il diritto del mare, e non sia mai stato riconosciuto da Paesi terzi, le autorità libiche applicano in maniera rigida misure sanzionatorie nei confronti delle imbarcazioni straniere intente a pescare in detta area di mare. L’applicazione di tali misure si è concretizzata, anche recentemente, nell’intercettazione, sequestro e detenzione dei pescherecci stranieri e dei loro equipaggi da parte delle autorità libiche e delle milizie locali. Sono state parimenti applicate consistenti sanzioni pecuniarie, oltre a provvedimenti di confisca delle attrezzature di pesca e dell’eventuale pescato.

PRINCIPALI FESTIVITÀ
 
3 Marzo (Giornata della dichiarazione del potere del popolo);
11 giugno (Giorno dell’evacuazione statunitense);
23 luglio (Festa della Rivoluzione);
1° settembre (Festa Nazionale).
Per quanto riguarda le festività islamiche esse variano ogni anno secondo il calendario lunare. Dal momento che il calendario lunare Hijra è più corto di 11 giorni rispetto al calendario Gregoriano, ogni anno le feste islamiche cadono approssimativamente 11 giorni prima dell’anno precedente. Le date precise sono conosciute solo prima della loro celebrazione poiché dipendono dalle fasi lunari. Le principali feste islamiche sono: Eid al Fitr anche conosciuta come al-Eid al-Sagheer – 3 giorni di celebrazioni che segnano la fine del Ramadan-mese del digiuno; Eid Al-Adha, comunemente conosciuta come al-Eid al-Kabeer - la grande festa che commemora l’offerta del profeta Abramo per il sacrificio e che dura quattro giorni alla fine del mese del Hajj - pellegrinaggio alla Mecca; Hijra New Year – Nuovo Anno Islamico; Mawlid al-Nabi - Anniversario della nascita del profeta Maometto; al-Isràwàal Mi’raj – la festa che celebra la visita notturna del Profeta Maometto in paradiso.

Libia - indirizzi utili

 

Nel ribadire l’invito a non recarsi nel Paese, si sottolinea che la corrente situazione in Libia non consente di offrire le necessarie garanzie nei contatti con i succitati Enti. Anche gli indirizzi e gli altri riferimenti potrebbero essere sottoposti a modifiche non notificate in ragione degli eventi correnti. 
 
AMBASCIATE E CONSOLATI IN ITALIA

Ambasciata della Libia a Roma
Via Nomentana, 365, 00162 - Roma
Tel. (+39) 06 8632 0951- Fax (+39) 06 8620 5473
 
Consolato libico a Milano
Indirizzo: via Baracchini 7 - 20123 Milano
Tel.: 02 86464285; Fax: 02 874504
 
AMBASCIATE E CONSOLATI ALL'ESTERO

Ambasciata d'Italia a Tripoli
Shara Uahran, 1 p.o. box 912.
Tel. +218 21 333.41.31; +218 21 333.41.32; +218 21 333.11.93
Fax +218 21 333.16.73
 
ICE Tripoli. Attività temporaneamente sospesa
L'attività dell'Ufficio ICE di Tripoli è attualmente sospesa.
Per qualsiasi necessità, le aziende italiane potranno contattare l'Area Strategie di Rete della Sede ICE, a Roma, al seguente indirizzo e-mail: strategie.rete@ice.it
 
Camere di Commercio locali
 
Camera di commercio di Misurata
tel. 00218051-51-621660/1/618858

fax 00218-51-620340/616497
e.mail: info@ccimisrata.org

Unione delle Camere di commercio a Tripoli
tel. 00218-21-444096/3342916
fax 00218-21-3342916/3340155
e.mail unionchamber@hotmail.com

Enti Pubblici Nazionali

Libyan Investment Authority
Tel. 00218-21-36332085/6
e-mail segreteria del Direttore Generale: b.ghaha@lia.ly
 
Principali Istituti Bancari locali
 
Central Bank of Libya: https://cbl.gov.ly/en/
National commercial Bank: https://ncb.ly/Default.aspx