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PERU

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Perù - Informazioni Generali

 

Superficie: 1.285.216 Kmq
Popolazione: 31,38 milioni (2015 – Banca Mondiale)
Capitale: Lima
Altre città principali:
Piura; La Libertad; Cajamarca; Puno; Cuzco; Junín; Arequipa; Lambayeque; Áncash; Callao; Trujillo; Chiclayo.

Clima: Varia da regione a regione ed in base all’altitudine. In generale il clima è temperato lungo la costa, tropicale nelle giungle, freddo nelle zone montuose. In particolare nelle highlands peruviane si riscontrano due stagioni: la stagione secca da aprile a Settembre, e la stagione delle piogge da ottobre a marzo soprattutto nell’area orientale e settentrionale.
Clima nella capitale Lima (altitudine 120° metri): il mese più caldo è febbraio 19-28° C; il mese più freddo è agosto 13-19° C; i mesi più secchi sono febbraio e marzo, il mese più piovoso è agosto.

Lingua: Spagnolo (ufficiale), Aymara, Quechua.
Religione: Cattolica (81%), altre (19%).
Moneta ufficiale: Nuevo Sol (S/.)

Perù - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
191.573
196.958
192.384
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
6.270
6.360
6.130
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
344.012
360.714
378.548
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
11.250
11.650
12.060
Quota del reddito posseduto da più del 20%
4
5
..
PIL (milioni US $)
201.151
201.021
189.111
Crescita del PIL (% annua)
5,9
2,4
3,3
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
1,1
2,6
2,2
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
7,3
7,5
7,8
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
37,2
34,8
32,8
Servizi, ecc., valore aggiunto (% del PIL)
55,5
57,7
59,4
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
24,8
22,6
21,3
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
25,0
24,2
23,7
Investimenti lordi (% del PIL)
25,6
24,7
24,0
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
21,5
21,7
19,6
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
26
26
26
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
22,1
25,0
28,0
Gettito fiscale (% del PIL)
16,4
16,7
15,0
Scambi di merci (% del PIL)
43,0
40,7
38,1
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
9.298
7.885
7.817
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
359,79
324,83
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 6,3
2010 8,5
2015 3,3
2016* 4
2017* 4,2
2018* 3,8
2019* 3,6

Perù - Prospettive future

 

La crescita (+4.1%) del PIL nel primo semestre (4.3% se si considerano anche i mesi invernali di luglio ed agosto, settembre) confermano le stime economiche della Banca Mondiale e correggono al rialzo la crescita della economia per l’anno in corso al 3.7%, facendo prevedere per il 2017 un ulteriore sviluppo del sistema Paese del 4.2%, trainato da una positiva performance della domanda interna ed una crescita dei settori dell’industria manifatturiera, basata sulla maggiore produttività e competitività in tutti i settori produttivi.
 
Le previsioni per il 2017/18 sono concordi nell’indicare una forte ripresa di afflusso di capitali esteri e locali in progetti minerari ed infrastrutturali, con forti progressi dei comparti agroindustriali (irrigazione a sostegno e sviluppo di coltivazioni del cacao, caffè, cotone), della pesca e della produzione mineraria primaria (specie del rame, per la riattivazione delle più rappresentative miniere ed inizio produzione di altre) e la crescita degli investimenti pubblici e di quelli privati (Metro di Lima – linea 3 e 4 –, gasdotto sud, aeroporto Chincheros a Cusco) e costante afflusso di capitali esteri.
 
A questi dovrebbe aggiungersi una più dinamica partecipazione dello spesa pubblica, sia a livello del governo centrale che di quelli regionali, ciò che costituisce una ulteriore spinta allo sviluppo della economia del paese.
Si presentano pertanto notevoli le prospettive e le opportunità per le ditte italiane del settore infrastrutture, in relazione alla forte volontà dello Stato Peruviano di ridurre entro il 2021 il deficit infrastrutturale stimato pari a 88 miliardi di USD, specie nei settori idrico, energia, trasporto (autostrade, ferrovie, aeroporti, navigabilità del bacino amazzonico), distribuzione domestica del gas nelle principali città, telecomunicazioni, ospedaliero, ed acque reflue mentre le imprese del settore commerciale ed industriale potranno beneficiare di una domanda rivolta sempre più a prodotti qualificati, di stile ed a macchinari a tecnologia più avanzata.
 
La legge finanziaria prevede per il 2017 la spesa di circa USD 1,3 miliardi (6 miliardi di soles) di cui, 4,3 per il settore acqua e fognature, 800 milioni in agricoltura destinati principalmente alla canalizzazione delle acque ed al sistema irriguo. La maggiore dinamicità della spesa pubblica – che nelle intenzioni del Governo dovrebbe essere canalizzata attraverso le strutture dei Governi Regionali) dovrebbe conseguire un più rapido impatto sulla attività imprenditoriale e sulla economia del paese.
In questo contesto, il Perù si è impegnato ad avviare le seguenti sfide entro il 2020, periodo in parte coperto dal nuovo Governo: migliorare il funzionamento di istituzioni, infrastrutture, rapporto fra scienza e tecnologia, la sanità e l´istruzione.
 
Altro impegno dichiarato: lotta contro la de-industrializzazione, parallelamente alla spinta verso la rivoluzione digitale e connettività delle PYME (fra le Mimypes, solo il 7% utilizza sistemi elettronici).
 
Inoltre, il Presidente Pedro Pablo Kuczynski sta introducendo per dicembre un pacco di misure legislative allo scopo di riattivare la crescita economica, avendo in considerazione miglioramento dell’istruzione educazione e dei servizi sociali; mentre nel 2017 applicherà la riduzione dell’IVA. (Fonte ICE Lima)

Perù - Settori produttivi

 

Il Perù è il più esteso dei Paesi Andini ed il terzo del Continente. Il suo territorio è caratterizzato per la metà da boschi, mentre la parte al di là delle Ande corrisponde all'Amazzonia. La fascia costiera, che in molti punti è davvero stretta, rappresenta il luogo dove vive la maggior parte della popolazione. Di conseguenza, l’economia del Perù si caratterizza per un dualismo accentuato, con uno sviluppo relativamente avanzato che si localizza sulle pianure costiere ed un’economia di sussistenza nelle zone montuose dell’interno, isolate dalla carenza di infrastrutture di trasporto e comunicazione. Il potere economico è distribuito in maniera ineguale, con una forte concentrazione tradizionalmente collocata nelle mani di un élite di origine europea.
 
La struttura produttiva è composta per il 55% circa del PIL dai servizi, mentre il settore industriale (compreso quello minerario) contribuisce al PIL per il 25% circa. L’industria mineraria è particolarmente importante per la bilancia dei pagamenti del Perù, dal momento che i suoi prodotti costituiscono il 48% circa delle entrate dell’export; una percentuale che è destinata ad aumentare, dato l’afflusso di nuovi investimenti nel settore. Un contributo sostanziale alla crescita delle esportazioni minerarie è stato fornito dall’apertura della miniera di Antamina, in cui vengono estratti zinco e rame, a cui si è aggiunto l’importante progetto di sviluppo Camisea nel settore del gas naturale.
L’altro comparto industriale di rilievo è quello manifatturiero, che è notevolmente diversificato – dai prodotti alimentari a quelli ittici, ai metalli, ai prodotti tessili ed ai derivati della raffinazione del petrolio.
Tradizionalmente, le attività agricole, l’allevamento e la pesca sono svolte dalla fascia più povera della popolazione, sebbene l’industria ittica e della lavorazione dei prodotti del pesce ponga il Paese tra i maggiori produttori al mondo, collocato al secondo posto dopo la Cina. Agricoltura, allevamento e pesca contribuiscono al PIL del Paese per circa l’8-9%.
Nel settore dei servizi, esiste una larga fascia di occupazione informale e precaria, che va dal commercio di oggetti di basso valore alla guida di taxi senza licenza.
 
Opportunità settoriali