Stampa

SVIZZERA

Risultati immagini per animated flag svizzera

Svizzera - Informazioni Generali


Superficie: 41.285 Km²

Popolazione: 8,04 milioni di abitanti

Capitale: Berna

Altre città principali:
Zurigo, Basilea, Ginevra, Losanna

Lingua: Tedesco (64%), Francese (19%), Italiano (8%), Romanzo (1%), altre (8%).

Moneta:
l’unità monetaria della Svizzera è il Franco Svizzero (CHF).

Svizzera - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
712.609
705.844
701.354
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
88.090
86.200
84.630
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
493.226
506.692
530.822
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
60.970
61.880
64.100
Quota del reddito posseduto da più del 20%
..
..
..
PIL (milioni US $)
684.835
702.706
670.790
Crescita del PIL (% annua)
1,8
2,0
0,8
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
0,0
-0,6
-0,6
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
0,7
0,8
0,7
Industria,valore aggiunto (% del PIL)
26,1
25,7
25,5
Servizi, ecc, valore aggiunto (% del PIL)
73,2
73,6
73,8
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
72,3
64,9
62,9
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
60,2
53,1
51,2
Investimenti lordi (% del PIL)
22,6
23,1
23,0
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
17,6
17,4
..
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
18
10
10
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
173,6
175,6
177,1
Gettito fiscale (% del PIL)
9,6
9,5
..
Scambi di merci (% del PIL)
99,2
83,5
80,8
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
-24.898
18.375
119.714
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
..
..
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017 
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

 

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 3
2010 3
2015 0,9
2016* 1,2
2017* 1,3
2018* 1,6
2019* 1,6

Svizzera – Rischio Paese

Media rischio politico: 4/100
Media rischio di credito: 10/100 
Categoria Ocse: 0/7

Per ulteriori informazioni consultare SACE: http://www.sace.it/

Svizzera - Prospettive future

 

Secondo gli economisti di Credit Suisse, nel 2017 si registrerà uno sviluppo modesto dei consumi privati. Se finora l'apprezzamento del franco pesava soprattutto sugli utili d'impresa, nel frattempo se ne riscontrano gli effetti anche sulla crescita salariale, che al netto del rincaro subirà addirittura una battuta d'arresto. Allo stesso tempo si sta indebolendo il flusso migratorio. Alcune modellazioni evidenziano che un aumento della partecipazione al mercato del lavoro da parte di donne e lavoratori più anziani riuscirebbe difficilmente a compensare la riduzione del tasso di immigrazione. Anche per questo motivo, sembra improbabile un ritorno ai livelli di crescita precedenti alla crisi finanziaria
 
Anche nel 2017 l'economia svizzera non raggiungerà la velocità di crociera. Manca lo slancio per alcuni importanti fattori trainanti della crescita, in particolare l'immigrazione. Questa la conclusione cui sono giunti gli economisti di Credit Suisse. Negli ultimi sette anni la crescita dei consumi si è basata per più di un quarto sull'immigrazione. Per il prossimo anno è prevista una maggiore domanda dovuta all'immigrazione, che dovrebbe tuttavia ammontare a quasi un quinto in meno rispetto all'anno precedente. Al tempo stesso il clima di fiducia dei consumatori continua a risentire delle notizie negative provenienti dalla Svizzera e dall'estero. L'indice di incertezza, basato sul conteggio delle occorrenze dell'espressione «incertezza politica» nei media, ha raggiunto ad esempio un nuovo livello record in concomitanza con il voto sulla Brexit. Se le conseguenze dirette della Brexit per l'economia elvetica saranno verosimilmente limitate, si puntualizza che con ogni probabilità la piazza finanziaria svizzera trarrà meno vantaggi del previsto da un'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.
Stando alle attuali previsioni di Credit Suisse, neppure gli investimenti daranno un nuovo slancio alla crescita economica nel prossimo anno. Se da un lato gli sforzi di razionalizzazione, i bassi tassi d'interesse e le valutazioni elevate delle azioni favoriscono gli investimenti in attrezzature e macchinari, dall'altro la difficile situazione dei ricavi e l'incertezza tuttora elevata sul fronte politico, ad esempio in relazione ai rapporti tra Svizzera e UE, hanno un effetto inibitore.
 
Le decisioni a livello di consumi dipendono innanzitutto dalla situazione del mercato del lavoro. Gli economisti di Credit Suisse prevedono per il prossimo anno un tasso di disoccupazione invariato del 3,3%. Considerato lo sfruttamento sostanzialmente robusto delle capacità, le imprese, ove possibile, mantengono invariati i loro organici in ragione della flessione dei margini e degli utili, le aziende cercano tuttavia di ridurre i costi salariali. Da un lato ricorrono dunque maggiormente al lavoro a tempo parziale e, dall'altro, limitano le retribuzioni. Questo si tradurrà in un aumento minimo dei salari nel 2017: stando alle previsioni di Credit Suisse, la crescita nominale sarà pari allo 0,5%. Poiché per la prima volta dopo cinque anni il rincaro dovrebbe tornare in territorio positivo (0,5%), non vi sarà tuttavia un incremento reale della capacità d'acquisto.
 
Secondo gli economisti di Credit Suisse, l'accelerazione prevista a breve termine per gli investimenti edilizi è dovuta principalmente all'edilizia abitativa, favorita dallo scenario di tassi bassi. Credit Suisse prevede tuttavia una contrazione della domanda di appartamenti destinati a locazione e di edifici adibiti a uffici, nonché un aumento delle superfici sfitte, per via dell'indebolimento della crescita della popolazione e della minore crescita occupazionale. Questo dovrebbe frenare la crescita degli investimenti nell'edilizia il prossimo anno, anche se, secondo gli economisti di Credit Suisse, la Banca nazionale svizzera (BNS) confermerà la propria politica di tassi negativi almeno fino alla fine del 2017.
 
Secondo gli economisti di Credit Suisse, dovrebbe distendersi ulteriormente la situazione per gli esportatori. Grazie alla combinazione di interessi negativi e acquisti di valute estere da parte della Banca nazionale svizzera, e presupponendo l'assenza di significative distorsioni sui mercati finanziari internazionali, il franco dovrebbe svalutarsi leggermente nel corso dell'anno. Nel contempo, il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che fornisce una valutazione approssimativa della domanda estera di merci elvetiche, indica che la crescita delle esportazioni dovrebbe proseguire nei prossimi mesi, pur con significative differenze a livello settoriale, come evidenzia la sezione dello studio dedicata ai settori.
Per tornare a tassi di crescita maggiori occorre un aumento più sostenuto della produttività o un aumento della popolazione attiva. Quest'ultimo fattore risentirà fortemente dell'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, in quanto la migrazione contribuisce al momento per oltre l'80% alla crescita della popolazione. Per farsi un'idea dell'incidenza di una limitazione dell'immigrazione sulla popolazione attiva della Svizzera, gli economisti di Credit Suisse hanno elaborato delle modellizzazioni presupponendo diversi tipi di migrazione. Nei cinque scenari esaminati, nei prossimi anni la crescita della popolazione attiva rallenterà principalmente a causa di fattori demografici e giungerà a una battuta d'arresto già ipotizzando una limitazione non troppo restrittiva della migrazione nel 2020. Anche presupponendo che il saldo migratorio si stabilizzi, a partire dal 2030, a 40 000 persone all'anno, il che corrisponde alla media pluriennale degli ultimi 35 anni, al più tardi a partire da questo momento la popolazione attiva cesserà di crescere. Una ricetta evidente per impedire un rallentamento della crescita o addirittura una flessione della popolazione attiva consiste nell'incremento della partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto tra donne e lavoratori più anziani. In base ai calcoli di Credit Suisse, il già elevato tasso di occupazione della popolazione elvetica dovrebbe aumentare notevolmente per potersi mantenere sul sentiero di crescita. Una compensazione del calo dell'immigrazione sembra poco realistica. (Fonte: Monitor Svizzera)

Svizzera - Settori produttivi

 

La Svizzera è tra i primi 20 Paesi al mondo per PIL pro capite. I cospicui investimenti nel settore R&D (ricerca e sviluppo), la grande efficienza e trasparenza delle istituzione pubbliche e una bassa imposizione fiscale sulle aziende rendono il Paese altamente competitivo. Per il quarto anno consecutivo, infatti, la Svizzera si è collocata al primo posto nel ranking del Global Competitiveness Report 2013-2014 redatto dal World Economic Forum, superando: Singapore, Germania, USA, UK, Hong Kong e Giappone. La solida economia del Paese poggia prevalentemente sul settore terziario (servizi finanziari in primis) e per la restante parte, circa il 25%, su un’industria altamente specializzata: chimica, farmaceutica e metalmeccanica, nonché il comparto relativo alla produzione di orologi e strumenti di precisione. Ben tre società svizzere - Nestlé, Novartis e Roche - sono tra le prime 40 nella classifica Global 500 stilata annualmente dal Financial Times. Nell’attuale crisi dell’eurozona, tuttavia, l’apprezzamento valutario del franco svizzero - considerato da molti come moneta di rifugio - ha reso le esportazioni del Paese meno competitive.
 
La Svizzera è caratterizzata da un’economia aperta e con uno dei più elevati tenori di vita del mondo. Povero di materie prime, il paese ha fondato la sua prosperità sull’industria manifatturiera, tecnicamente avanzata e dotata di una manodopera estremamente specializzata, e sui servizi, in particolare turismo e settore bancario. Malgrado sia generalmente diversificata, l’economia svizzera è particolarmente vitale in alcuni settori come il chimico e farmaceutico, macchinari, orologi e strumenti di precisione e servizi finanziari.
Uno dei punti di forza dell’industria svizzera è quello di aver saputo sfruttare settori di nicchia: concentrando la produzione su prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, sono stati superati i problemi di competitività derivanti dall’elevato costo del lavoro e dalle rigidità del mercato. Il settore dei prodotti esportabili è oggi molto vitale, mentre il settore agricolo e l’industria edile stanno lentamente aprendosi alle forze di mercato.

Svizzera - Interscambio con l'Italia

Le esportazioni italiane in Svizzera nel 2016 sono state pari a € 19 miliardi, in lieve calo sul valore del 2015 (-1%), mentre le importazioni sono ammontate a € 10,6 miliardi, anch’esse in lieve diminuzione sul valore del 2015 (-0,9%).
 
Il saldo della bilancia commerciale è positivo per € 8,4 miliardi.
 
Le principali voci merceologiche dell’export nel 2016 sono “Metalli preziosi e semilavorati” per un importo pari a € 2,1 miliardi, in lieve diminuzione sul valore del 2015 (-0,2%), “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per € 1,76 miliardi (+ 6%) e “Oggetti di gioielleria e oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi” per € 1,1 miliardi (-0,6%).
Le principali voci merceologiche del nostro import sono “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per un importo pari a € 2,2 miliardi (+4,7%), “Metalli preziosi e semilavorati” per € 1,5 miliardi (+1,1%) e “Prodotti farmaceutici di base” per € 1,1 miliardi (-0,1%).

NB:
I dati della I e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomitanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV (Principali prodotti esportati dall'Italia) Tabella sono aggiornati annualmente in concomitanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.

Mercati a Confronto

Interscambio Italia - Svizzera 2013
Gen - Dic
2012
Gen - Dic
2011
Gen - Dic
Esportazioni € 10.793.942.739,00 € 16.642.721.141,00 € 22.589.854.393,00
Importazioni € 6.071.356.803,00 € 8.130.078.178,00 € 13.089.884.141,00

Svizzera - Informazioni di viaggio

 
Prefissi internazionali: 0041 per il Paese.
Fuso orario: 1 ora avanti rispetto all’orario del Meridiano di Greenwich; stesso orario del Meridiano rispetto all’Italia; nel medesimo periodo è in vigore l’ora legale.
Visto: fino a 90 giorni non è necessario il visto.

Settimana lavorativa:
UFFICI PUBBLICI: dal lunedì al venerdì
BANCHE: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 16.30
UFFICI POSTALI: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 13.45 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.00 alle ore 11.00.
ATTIVITÀ COMMERCIALI: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.30; il sabato dalla ore 9.00 alle ore 16.00.

Carte di credito: VISA, American Express, Diners, Master Card

Principali festività:
1° gennaio (Primo dell’anno);
Venerdì Santo e Lunedì di Pasqua;
Giorno dell’Ascensione;
1° maggio (Festa del Lavoro);
Lunedì di Pentecoste;
1° agosto (Festa Nazionale);
24 dicembre;
25 dicembre (Natale);
26 dicembre (S. Stefano);
31 dicembre;
i giorni festivi possono variare a seconda degli usi cantonali.

Svizzera - indirizzi utili

 

AMBASCIATE E CONSOLATI IN ITALIA
 
Ambasciata e Ufficio Commerciale (Cancelleria e Sezione consolare)
Via Oriani Barnaba 61, 00197 Roma
Tel. 06 809571 - Fax 06 8080871

Consolati
Milano via Palestro 2, 20121 - Tel.02 7779161 - Fax 02 76014296
Genova piazza Brignole 3/6, 16124 - Tel. 010 545411 - Fax 010 54541240
 
AMBASCIATE E CONSOLATI IN SVIZZERA
 
Ambasciata d’Italia
Elfenstrasse 14 - 3006 Berna
Tel. +41 31 3500777 - Fax +41 31 3500711
www.ambberna.esteri.it; ambasciata.berna@esteri.it

Consolati Generali di Prima Classe
Lugano via Ferruccio Pelli 16 - 6901
Tel. +41 91 9133050 - Fax +41 91 9237578
www.conslugano.esteri.it; consolato.lugano@esteri.it
Zurigo Tödistrasse 67 - 8002
Tel.+41 44 2866111 - Fax +41 44 2011611; segreteria.zurigo@esteri.it

Consolato Generale
Ginevra Rue Charles Galland 14 - 1206
Tel. +41 22 8396744 / 793253978
fax +41 22 8396745; consolato.ginevra@esteri.it
 
AGENZIA ICE
 
Elfenstrasse, 14 - 3006 Bern - CH
Tel: (0041) 31 3500734 - Fax: (0041) 313500711
E-mail: berna@ice.it
 
CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA
 
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (sede di Zurigo)
Seestrasse 123 -CH-8027 Zurigo
Tel.+41 44 289 23 23- Fax +41 44 201 53 57
 
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (sede di Ginevra)
12-14 rue du Cendrier - CH-1211 Ginevra 1
Tel. +41-22- 906 85 95 – Fax +41-22- 906 85 99
 
PRINCIPALI ISTITUTI BANCARI ITALIANI
 
Banca Aletti & C.
via D’Alberti 1 - 5826 - 6901 Lugano
Tel. +41 91 9118111 - Fax +41 91 9118181

Banca Euroimmobiliare
via Serafino Balestra 17 - 6900 Lugano
Tel. +41 91 91255555 - Fax +41 91 9125592

Banca Popolare di Sondrio (Suisse)
Via Giacomo Luvini, 2a
Tel. +800 80076776 - Fax +41 58 8554065

BNL c/o BNP Paribas
Place de Hollande 2 - Ginevra
Tel. +41 58 3220961

BSI (Sede Centrale) Via Magatti 2 - 6900 Lugano
Tel. +41 91 8093842 - Fax +41 91 8093678

Intesa San Paolo
Via Frasca 5 - 69015839 Lugano
Tel. +41 91 2608282 - Fax +41 91 2608200