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EMIRATI ARABI UNITI


Emirati Arabi Uniti - Localizzazione


Emirati Arabi Uniti - Informazioni Generali

 

Superficie: 83.600 Kmq
 
Popolazione: 9.346.129 (World Bank 2013)
Popolazione per Emirato (stima 2009, in %)
  • Dubai: 34%
  • Abu Dhabi: 32%
  • Sharjah: 20%
  • Ras al Khaimah: 5%
  • Ajman: 5%
  • Fujairah: 3%
  • Umm al-Qaiwain: 1%
Lingua ufficiale: La lingua ufficiale è l’arabo, l’inglese è la lingua commerciale, sono parlati anche l’hindi, il persiano e l’hurdu.
Moneta L’unità monetaria degli Emirati Arabi Uniti (EAU) è il Dirham (Dh) suddiviso in 100 fils.
Dal 2002, il dirham degli EAU è ufficialmente agganciato al dollaro USA al tasso di US $ 1 = AED 3,6725.
Il 29 Novembre 2014 il Governatore della Banca Centrale degli EAU ha dichiarato che il tasso di cambio della valuta locale resterà ancorato al Dollaro USA in quanto tale politica valutaria ha contribuito a mantenere la stabilità economica del paese e a favorire l’afflusso di investimenti.
Cambio con l’Euro  29 Gennaio 2015: Euro 1 = AED 4,16 ().

Emirati Arabi Uniti - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
395.535
403.504
394.608
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
43.750
44.410
43.090
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
584.630
611.779
641.191
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
64.670
67.330
70.020
Quota del reddito posseduto da più del 20%
..
..
..
PIL (milioni US $)
388.599
401.958
370.296
Crescita del PIL (% annua)
4,7
3,1
3,8
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
-0,6
0,3
-11,2
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
..
..
..
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
..
..
..
Servizi, ecc., valore aggiunto (% del PIL)
..
..
..
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
101,0
97,3
97,4
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
75,4
76,0
83,1
Investimenti lordi (% del PIL)
22,9
24,1
27,5
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
3,1
3,0
..
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
8,2
8,2
8,2
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
82,5
82,6
100,2
Gettito fiscale (% del PIL)
0,4
0,4
..
Scambi di merci (% del PIL)
159,0
155,5
133,7
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
9.491
10.823
10.976
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
..
..
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 4,9
2010 1,6
2015 3,8
2016* 2,3
2017* 2,5
2018* 3
2019* 3,3

Emirati Arabi Uniti - Prospettive future

 

Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente dichiarato di aver rivisto al ribasso le stime di crescita dell’economia, stimando per il 2016 un tasso di crescita del 2,4 per cento con una graduale accelerazione al 2,6 per cento nel 2017. In tale contesto, il sostegno governativo per i settori delle costruzioni e manifatturiero si mostrerà meno generoso rispetto al recente passato, mentre le dinamiche del settore commerciale, dei trasporti e del turismo risulteranno influenzate dalla moderata ripresa economica internazionale.
 
La prolungata fase di calo del prezzo del petrolio sta attualmente conducendo ad un ripensamento della politica fiscale e sostenendo le iniziative di policy finalizzate alla promozione della diversificazione economica. Tuttavia la maggiore enfasi riposta sul consolidamento fiscale sta de facto comportando una limitazione di alcuni progetti infrastrutturali, soprattutto nel campo dei trasporti e del settore energetico. Ciononostante la maggior parte dei progetti pubblici e privati in corso di realizzazione proseguiranno il proprio corso, mentre gli annunci di nuovi progetti verranno necessariamente limitati a causa delle maggiori ristrettezze finanziarie e del rallentamento della domanda.
Il Paese appare comunque proiettato verso uno sviluppo equilibrato, grazie ad un costante controllo del tasso di inflazione, ad una crescente spesa pubblica attenta allo sviluppo infrastrutturale e ad una lungimirante politica di diversificazione dell’economia: pur essendo infatti gli Emirati uno dei maggiori produttori al mondo di petrolio e di gas naturale, la partecipazione del settore degli idrocarburi alla formazione del PIL resta inferiore rispetto al settore dei servizi che contribuisce ormai per più del 50%.

Le prospettive economiche future appaiono rese incoraggianti, oltre che dalla diversificazione dell'economia rispetto al settore petrolifero, anche da un consistente sviluppo dei settori infrastrutture, costruzioni e turismo; un rafforzamento dell'attrazione degli investimenti esteri perseguita attraverso riforme del quadro economico-giuridico del paese (in particolare l’introduzione, pur con alcune limitazioni, della proprietà immobiliare per stranieri ad Abu Dhabi e a Dubai); una stabile impostazione della disciplina normativa in materia di imprese (attualmente imperniata sullo schema 49-51% in favore delle imprese locali); un costo contenuto della manodopera, principalmente proveniente dai paesi del sub-continente indiano, condizioni fiscali e normative vantaggiose, un basso costo dell’energia e la presenza di numerose zone industriali e Free Zone (zone franche).
Tra gli elementi centrali del processo di diversificazione economica, vi é il crescente interesse per il settore delle rinnovabili. La “Dubai Clean Energy Strategy 2050”, che prevede investimenti per 150 miliardi di AED (circa 38 milioni di euro), mira a rendere l’emirato di Dubai un polo mondiale dell’energia pulita e della green economy. L’obiettivo è quello di fornire il 75% dell’energia dell’Emirato da fonti pulite entro il 2050.
In linea con la strategia di diversificazione economica, il governo sta inoltre implementando una strategia di maggiore sostegno alle PMI, con l’obiettivo di portare il loro contributo all'economia del Paese dal 40% al 45% del PIL entro il 2021.

Il 2020 ha un significato particolare per Dubai, visto che la città sarà sede di EXPO 2020, un anno prima del giubileo d’oro degli EAU. Si tratta della prima volta che un’esposizione mondiale si tiene in un paese del Nord Africa e Medio Oriente e in tale occasione sono attesi circa 25 milioni di visitatori.
Oltre a stimolare il flusso di turisti in entrata, EXPO 2020 contribuirà alla creazione di migliaia di nuovi posto di lavoro e ad accrescere notevolmente la domanda di nuove strutture, inclusi alberghi, abitazioni, centri commerciali e complessi per l’intrattenimento. Tale evento ha dato quindi impulso alla ripresa delle vacillanti industrie immobiliare e delle costruzioni, inoltre diversi grandi progetti interrotti a causa della crisi del 2008 sono stati riavviati e si trovano ora nella fase di costruzione. Nuovi grandi progetti di sviluppo sono stati annunciati negli Emirati e in particolare a Dubai, in vista di Expo 2020. I principali progetti sono i seguenti: Sixth Crossing, un incrocio stradale che diventerà il più lungo ponte ad arco del mondo; Bluewaters Island Project, un’isola artificiale sulla costa di Dubai, che, con la sua ruota panoramica alta 210 metri rappresenterà una delle attrazioni principali dell’area; Dubai Design District (D3), sede di organizzazioni e marchi legati all’industria del design oltre a società in ambito retail, commerciale, residenziale e del tempo libero; MBR District One / Mohammad Bin Rashid City, un nuovo agglomerato urbano all’interno di Dubai che ospiterà strutture residenziali e commerciali, la piscina più grande del mondo e un parco in grado di ospitare 35 milioni di visitatori l’anno; Dubai Frame, una struttura a forma di cornice di 150 metri di altezza e 93 metri di larghezza con alla base un grande museo dedicato allo sviluppo della città: secondo le attese diventerà uno dei punti di riferimento della città; Aladdin City, composta da tre edifici comunicanti situati nel canale di Dubai e che ospiteranno uffici commerciali e alberghi; Dubai Opera District and Opera House, un teatro dell’opera da 2000 posti e di una forma che riprende quella delle tradizionali imbarcazioni a vela del Golfo Arabico; Nakheel Mall, un centro commerciale con oltre 100.000 m2 di spazi per negozi; Dubai Adventure Studios, il parco divertimenti e per il tempo libero più grande al mondo.

Emirati Arabi Uniti - Settori produttivi

 

Sebbene gli idrocarburi abbiano rappresentato il pilastro dell’economia degli EAU e continuino a contribuire in modo significativo alla ricchezza del paese, una politica decisa e lungimirante di diversificazione economica ha assicurato la crescita del settore non petrolifero che oggi vale il 69% del Pil, contro il 21% del settore idrocarburi. Tra i settori non oil risaltano le prestazioni del manifatturiero (produzione alluminio e prodotti petroliferi raffinati), delle costruzioni, dei servizi finanziari e del turismo.

Il settore primario risulta il più debole; l'agricoltura è praticata solo nelle oasi, dove si coltivano principalmente cereali, ortaggi e soprattutto frutta tropicale. Ridotto è anche l'allevamento del bestiame (soprattutto ovini, caprini e cammelli), mentre la pesca continua ad avere un discreto rilievo e a consentire una certa esportazione. Nonostante il paese abbia investito in progetti di bonifica per aumentare la superficie coltivabile, il settore primario contribuisce solo in minima percentuale alla produzione della ricchezza del Paese.
Abu Dhabi è stato l’Emirato più lento nel perseguire gli obiettivi di diversificazione economica ed il più resistente all’apertura agli investimenti esteri. Nonostante ciò, Abu Dhabi è in testa al processo di coinvolgimento del settore privato nello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi chiave, specialmente acqua ed energia. Dubai ha concentrato i suoi sforzi sulla diversificazione dell'economia in settori industriali non petroliferi e, soprattutto, sull’espansione del settore dei servizi, con l'obiettivo di diventare uno snodo commerciale regionale ed internazionale. A tal fine sono stati promossi parchi tecnologici, commerciali e finanziari come: Dubai Internet City, Dubai Media City, Dubai International Financial Centre, Dubai Health Care City, Knowledge City, Hamriyah Free Zone, Ajman Free Zone e Gold and Diamond Park, tanto che nel giro di pochi anni Dubai è diventato l'Emirato più dinamico e innovativo all’interno della federazione, così come quello a più alto profilo.

In generale gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto un discreto successo nella politica di diversificazione dell’economia: dalla produzione di petrolio, l’economia nazionale si è concentrata su: prodotti petrolchimici, fertilizzanti, cemento e alluminio, produzione manifatturiera e turismo.
La recente strategia di diversificazione segue le linee guida tracciate nei documenti Abu Dhabi Economic Vision 2030 e Dubai’s Strategic Plan 2015. L’obiettivo è di incrementare gli investimenti nel settore industriale e in altri settori orientati all’export come: industria pesante, trasporti, petrolchimico, turismo, tecnologie dell’informazione, telecomunicazioni, energie rinnovabili, aviazione e spazio, servizi relativi a petrolio e gas. Al momento si registrano notevoli progressi nei settori satellitare e telecomunicazioni, aviazione e energie rinnovabili e, nonostante il cambiamento del contesto economico internazionale, gli obiettivi prestabiliti rimangono inalterati.
A livello federale, gli EAU perseguono le linee guida tracciate nel documento Vision 2021 che mira a sviluppare entro il 50° anniversario della federazione, un’economia altamente produttiva e competitiva, basata su innovazione, ricerca, scienza e tecnologia. Il 2021 è anche l’anno previsto per il lancio della prima sonda spaziale Arabo Islamica su Marte da parte della Emirates Space Agency.

Il turismo ha apportato un grande contributo al successo della strategia di diversificazione economica e, anche nel 2014, gli EAU hanno continuato a rafforzare la propria posizione come destinazione turistica di primo livello. Nel 2014 è stato registrato il record di visitatori negli hotel di Abu Dhabi e una performance notevole è stata registrata anche nelle strutture ricettive di Dubai. Tale incremento costante è agevolato dal continuo sviluppo delle due linee aeree Etihad e Emirates così come dal parallelo miglioramento e all’espansione delle infrastrutture legate all’aviazione. Una ulteriore espansione delle compagnie aeree del paese verrà sostenuta dai consistenti acquisti di nuovi aeromobili e dall'apertura di nuove rotte. Dubai prevede che entro il 2020 l’industria dell’aviazione contribuirà al 32% del Pil.

OPPORTUNITA' PER LE IMPRESE
 
Settore dell’ospitalità in forte crescita
L'Italia è stato il paese con la presenza più nutrita di aziende al " The Big 5", la fiera edilizia più importante del Medio Oriente, settore trainante di molte economie del Golfo Arabico. Le eccellenze italiane in esposizione appartengono a diversi comparti quali: arredamento bagni, illuminazione, serramenti e finiture, marmi, pietre, ceramiche.
I progetti in corso nel settore dell’edilizia, che nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, hanno registrato nel 2013 una spesa complessiva di 66 miliardi di dollari, riguardano per il 40% progetti residenziali, per il 16,5% quelli commerciali e per il 10% (ma in forte crescita) quelli del settore sanità e ospitalità.
Con riferimento al settore dell’ospitalità di Dubai, le previsioni di crescita sono molto positive in considerazione dell’obiettivo dichiarato di raggiungere i 20 milioni di turisti accolti entro il 2020. Dubai confida di fatto in un tasso di crescita annuale del numero dei visitatori business e per vacanze del 7-9% nel prossimo decennio. Nel primo semestre del 2014 il numero dei visitatori è stato di 5,8 milioni. Per accogliere i nuovi visitatori l’Emirato ha bisogno di un forte incremento dell’offerta di ospitalità, con il numero delle stanze d’albergo che dovrebbe passare da 88.000 del 2014 a 160.000 entro il 2020. Per questo motivo i grandi gruppi immobiliari come Emaar Properties, Meraas Holding, Damac Properties, Dyvaar Development stanno attualmente investendo nella costruzione di nuovi hotel.
 
Opportunità nel settore arredamento
Il settore dell’arredamento nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo ha registrato un giro di affari nel 2013 di $ 6,6 miliardi. Fra questi, gli EAU sono il primo mercato e assorbono il 40% della domanda di prodotti di arredamento e sono seguiti dal l'Arabia Saudita. Lo sviluppo del settore e il grande numero di progetti nel campo della edilizia sono dovuti alla presenza di una popolazione giovane e un alto reddito disponibile.
L'interscambio commerciale tra Italia ed EAU è stato di circa 7 miliardi di euro nel 2013 ed ha superato i 4,2 miliardi di euro nei primi tre trimestri del 2014. Gli Emirati sono il primo cliente dell’Italia fra i paesi arabi (3,8 miliardi di euro di import nei primi nove mesi del 2014) e il quarto partner commerciale complessivo dopo Arabia Saudita, Algeria e Libia.
L' Italia è il secondo fornitore per arredamento e illuminotecnica negli EAU ed esporta prodotti per un valore pari a circa 200 milioni di euro. Di questi, l'80% è costituito da mobili e illuminotecnica, il da 10% prodotti per la tavola, il resto da complementi d'arredo in vetro e ceramica.
A dimostrazione dell’interesse che tali paesi rivolgono alle produzioni italiane, si è tenuta di recente la quarta edizione di “Italian Luxury Interiors”, una mostra dedicata in modo esclusivo all’arredamento Made in Italy e che ha visto la partecipazione di aziende produttrici di mobili, illuminotecnica, complementi e accessori, tessile casa, mosaici, marmi.
 
Industria farmaceutica in espansione
Entro il 2018 gli Emirati avranno 33 stabilimenti farmaceutici, oltre il doppio rispetto ai 15 attuali. Il paese ad oggi importa l’85% dei prodotti farmaceutici di cui ha bisogno, ma circa mille medicinali sono prodotti a livello locale. Nel 2013 il mercato dei medicinali degli EAU valeva $ 1,4 miliardi, dei quali il 66% costituito da farmaci brevettati, il 16% costituito da farmaci generici e il 18% da farmaci da banco (senza prescrizione).
 
Nuove strutture ospadaliere
I contratti per nuove strutture mediche nel Golfo raggiungeranno una valore totale di $ 9,5 miliardi entro il 2014. Si tratta di un aumento del 25% della spesa in tale settore nel 2013, ma si prevede che essa triplichi entro il 2018.
Attualmente gli Emirati spendono $ 2 miliardi l’anno per le cure all’estero dei pazienti. Per tale motivo e considerato l’aumento e l’invecchiamento della popolazione, il paese mira ad investire in tale settore anche per diventare un centro medico di eccellenza internazionale ed attrarre 500.000 pazienti entro il 2020.
 
Forti investimenti nel settore energetico
Nei prossimi 5 anni Dubai investirà $ 8,6 miliardi nella produzione energetica, $ 2,3 miliardi nella trasmissione e $ 2,5 miliardi nella distribuzione. Ulteriori $ 1,5 miliardi saranno investiti nel settore delle acque.
Nel 2013, in linea con il piano di miglioramento della rete elettrica cittadina per soddisfare la domanda crescente di elettricità, l’Ente per l’Energia e le Risorse Idriche di Dubai ha realizzato 19 centrali elettriche principali e 194 sottostazioni.
 

Emirati Arabi Uniti - Interscambio con l'Italia