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REGNO UNITO

 

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Regno Unito - Informazioni Generali

 

Superficie: 244.100 Km², di cui:
Inghilterra 130.400 km²,
Scozia 78.800 km²,
Galles 20.800 km²,
Irlanda del Nord 14.100 km²

Popolazione: 64.100.000 (stime ufficiali 2013)

Capitale: Londra 8.400.000 abitanti (stime ufficiali 2013)

 
Altre città principali (stime ufficiali 2013):
Birmingham 1.092.000 ab.;
Leeds 761.000 ab;
Glasgow 597.000 ab.;
Sheffield 560.000 ab.

Lingua: la lingua ufficiale è l’inglese. Il gallese e il gaelico sono parlati rispettivamente in Galles e Scozia.

Moneta: l’unità monetaria del Regno Unito è la Sterlina (£), suddivisa in 100 pences.

Regno Unito - Principali Indicatori Economici

 

 

2013
2014
2015
RNL, metodo Atlas (milioni US $)
2.715.594
2.827.583
2.826.573
RNL pro capite, metodo Atlas (US $)
42.350
43.760
43.390
RNL, a parità di potere di acquisto (milioni $)
2.489.450
2.598.344
2.664.058
RNL pro capite, a parità di potere di acquisto ($)
38.820
40.210
40.900
Quota del reddito posseduto da più del 20%
..
..
..
PIL (milioni US $)
2.719.509
2.998.834
2.858.003
Crescita del PIL (% annua)
1,9
3,1
2,2
Inflazione, deflatore del PIL (% annuo)
1,9
1,6
0,4
Agricoltura, valore aggiunto (% del PIL)
0,7
0,7
0,7
Industria, valore aggiunto (% del PIL)
20,5
20,1
19,4
Servizi, ecc, valore aggiunto (% del PIL)
78,8
79,2
79,9
Esportazioni di beni e servizi (% del PIL)
29,8
28,1
27,2
Importazioni di beni e servizi (% del PIL)
32,0
30,1
29,3
Investimenti lordi (% del PIL)
16,7
17,4
17,6
Entrate, escluse le sovvenzioni (% del PIL)
35,6
34,5
..
Tempo necessario per avviare un business (giorni)
11,5
6
4,5
Credito interno fornito dal settore finanziario (% del PIL)
181,3
168,2
162,7
Gettito fiscale (% del PIL)
25,3
25,0
..
Scambi di merci (% del PIL)
44,1
39,9
38,0
Investimenti diretti esteri, raccolta netta (BdP, milioni US $)
54.473
71.364
50.439
Assistenza allo sviluppo e aiuti pubblici ricevuti al netto (milioni US $)
..
..
..
Fonte: World Bank - Aggiornamento 1/02/2017 
RNL (Reddito Nazionale Lordo) = GNI (Gross National Income)
PIL (Prodotto Interno Lordo) = GDP (Gross Domestic Product)
Metodo Atlas: metodo di conversione utilizzato dalla Banca mondiale per perequare le fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio
BdP (Bilancia dei pagamenti) = BoP (Balance of Payments)

 

(*) Previsioni

Crescita annuale del PIL (%)
2005 3
2010 1,9
2015 2,2
2016* 2
2017* 1,2
2018* 1,3
2019* 1,3

Regno Unito - Prospettive future

 

 
L’Office for Budget Responsibility (OBR) ha aumentato le stime per la crescita del PIL per il 2017 (+2,0%), mentre le ha ridotte per il triennio successivo: 2018 (+1,6% dall’1,8%), 2019 (+1,7% dal 2,1%) e 2020 (+1,9% dal 2,1%).
I consumi delle famiglie sono rimasti robusti (65% del PIL nel 2016, in crescita del 3%). Il calo del valore della sterlina dovrebbe comportare un aumento dell’inflazione al 2,4% nel 2017 e 2,3% nel 2018. Il target del Governo è del 2% per il 2017. Il livello di occupazione è ai massimi storici, mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 4,7% nel Marzo 2017.
Il quadro di incertezza generale ha tuttavia frenato gli investimenti delle imprese, in calo dell’1,5% su base annua.
Le previsioni di indebitamento pubblico sono calate rispetto all’Autumn Statement: £51,7 miliardi nel 2016-17 rispetto ai £69 miliardi previsti (ciò è dovuto a un andamento economico migliore del previsto). La spesa pubblica peserà nel 2016-17 per il 39,3% del PIL.
L’indebitamento pubblico è tuttavia previsto in aumento: 86,6% del PIL nel 2016-17, 88,8% nel 2017-18. A partire dal 2018-2019 dovrebbe invece calare, sino ad attestarsi al 79,8% nel 2021-22.
Per gli anni a venire si prospetta un calo delle entrate fiscali, con il conseguente aumento dell’indebitamento pubblico – nell’ordine di £122 miliardi entro il 2021.
Il governo ha abbandonato l’obiettivo di raggiungere un surplus di bilancio nel 2019-2020.
 
Il 4 Agosto 2016, a seguito del voto per la Brexit, il MPC ha annunciato un pacchetto di stimoli per supportare l’economia. Le misure adottate consistono in un taglio del tasso d’interesse dallo 0,5% allo 0,25 e nell’estensione del programma di quantative easing.
La BoE espanderà di £60 miliardi l’acquisto di bond governativi (portando il totale a £435 miliardi). A ciò si aggiungono ulteriori £10 miliardi per l’acquisto di corporate bonds.
Non sono previsti interventi ulteriori di taglio alle politiche di welfare.
 
Il 23 Novembre 2016 Philip Hammond, in qualità di Cancelliere, ha presentato l’Autumn Statement – documento di programmazione economico finanziaria del Governo Britannico.
Tale documento assume particolare rilevanza, in quanto si tratta del primo a seguito della Brexit. Il 17 Marzo 2017 è stato presentato l’ultimo Spring Budget – ultimo, in quanto tale documento di programmazione economico finanziaria del Governo Britannico verrà incorporato nell’ Autumn Statement. Lo Spring Budget sostanzialmente ribadisce gli strumenti introdotti dal budget autunnale e non contiene misure di rilievo, a parte l’innalzamento, successivamente revocato, dei contributi previdenziali per il self-employed (NIC).
 
NATIONAL LIVING WAGE
Il nuovo budget rivede i parametri per il salario minimo nazionale, il quale verrà aumentato da £7,20/ora a £7,50/ora a partire da Aprile 2017.
  • 21-24 anni – da £6,95/ora a £7,05/ora
  • 18-20 anni – da £5,55/ora a £5,60/ora
  • 17-17 anni – da £4,00/ora a £3,50/ora
  • apprendistato – da £3,40/ora a £3,50 ora
TASSAZIONE
Lo Spring Budget aveva inizialmente previsto un aumento delle contribuzioni previdenziali (National Insurance Contribution) per i lavoratori autonomi. L’intento era di ridurre il divario tra i contributi pagati dai lavoratori dipendenti e quelli autonomi, in seguito all’introduzione nel 2016 di una misura che garantisce a questi ultimi l’accesso alla State Pension. Tuttavia, l’opposizione interna del partito Conservatore e la prospettiva di un voto negativo in Parlamento, hanno forzato il Cancelliere al ritiro della proposta.
Taglio della corporation tax dal 20% attuale al 17% entro il 2020.
Innalzamento della soglia per il pagamento delle tasse da £11.000 attuali a £11.500 dall’Aprile 2017.
Progetto di innalzare la soglia per il pagamento dell’aliquota massima sui redditi a £45.000 nel 2017-18 dai £43.000 attuali.
Rural Rate Relief: detrazioni fiscali innalzate al 100%.
 
BUSINESS
Tax rate al 19% da Aprile 2017 e al 17% nel 2020.
Rivalutazione della Busisness Rates (le tasse pagate sugli spazi commerciali) dall’Aprile 2017.
La tax-free dividend allowance per i dividendi da attività finanziarie diminuirà dai £5.000 attuali a £2.000 da Aprile 2018. Ciò viene controbilanciato da un aumento dell’ISA allowance a £20.000 da Aprile 2017.
Dal 1 Aprile 2017 la soglia per registrare un numero VAT (partita IVA) sale a £85 mila, dagli £83 mila attuali.
£400 milioni in un apposito fondo della British Business Bank, con la prospettiva di mobilitare £1 miliardo di finanziamenti per le aziende in crescita.

TRASPORTI
Le accise sui veicoli (Vehicle Excise Duty) aumenteranno seguendo il Retail Price Index inflation.
Le accise sul trasporto aereo (Air Passenger Duty) aumenteranno seguendo il Retail Price Index inflation.
 
ALCOOL E TABACCHI
Dal 13 Marzo 2017 le accise su birra, sidro, vino e spiriti aumenteranno seguendo il Retail Price Index inflation.
Le accise sul tabacco aumenteranno invece del 2% in aggiunta all’adeguamento al Retail Price Index inflation.
 
INNOVAZIONE, RICERCA, ISTRUZIONE
National Productivity Investment Fund (NPIF) da £23 miliardi entro il 2020-21.
Fondo da £2miliardi l’anno sino al 2020 per investimenti in R&D.
£$1,1 miliardi in supporto ai trasporti pubblici. £220 milioni per ammodernamento rete stradale.
Oltre £740 milioni per infrastrutture digitali (banda larga) e 5G network. Deduzioni fiscali del 100% su nuove infrastrutture digitali.
Apertura di 500 nuove scuole pubbliche entro il 2020.
Ulteriori £216 milioni di fondi per la manutenzione degli edifici delle scuole pubbliche.
Strumenti atti a favorire la creazione di 3 milioni di posti di apprendistato. (Fonte ICE Londra)

Regno Unito - Settori produttivi

 

Negli ultimi 25 anni la struttura produttiva del paese ha subito un profondo processo di ristrutturazione: si è ridotta la presenza pubblica e si è modificato il peso dei diversi settori nella produzione del PIL con un ridimensionamento drastico dell’industria manifatturiera a favore del comparto dei servizi. Questa e l’attuale distribuzione tra i vari macro-settori nella determinazione del prodotto interno lordo:

Agricoltura 0,7 % - E’ altamente meccanizzata ed efficiente per gli standard europei, produce il 60% del fabbisogno alimentare ed impiega circa il 2 % della forza lavoro;
Industria 21,5% - Impiega circa il 18 % della forza lavoro ed è costituita al 95% da  piccole e medie imprese. Poco diffuso il sistema dei distretti industriali (3 i maggiori: Birmingham per l’automobile, Cambridge per le biotecnologie e la Scozia per l’elettronica);
Servizi 77,8% - Impiega circa l’80 % della forza lavoro ed é composto principalmente da banche e assicurazioni.
 
La ripartizione della forza lavoro tra i vari macro-settori economici evidenzia una forte concentrazione nel settore dei servizi che contribuisce ai quattro quinti del PIL nazionale, con una percentuale poco al di sotto dell’80%, seguito dall’industria al 21%, mentre l’agricoltura vi concorre in maniera residuale con meno dell’1% del valore aggiunto. La recente crisi economico-finanziaria aveva influito in maniera rilevante sul tasso di crescita dell’economia britannica, causando un calo in termini di PIL reale, dovuto principalmente a una contrazione dei consumi e degli investimenti privati, che aveva raggiunto il picco negativo nel 2009 con un - 4%.
Tuttavia l’attuale andamento congiunturale indica che, grazie alla crescita sostenuta verificatasi per gran parte del 2013 e proseguita nel 2014, ormai il Regno Unito ha superato definitivamente la fase recessiva ed è entrato in una fase decisamente espansiva con una situazione economica che si è riassestata sui livelli pre-crisi finanziaria. Ed infatti il trend positivo che ha avuto inizio nel 2013 con un incremento del PIL dell’1,7% è proseguito anche nel primo e nel secondo trimestre del 2014 segnando un + 0,8%, con previsioni di crescita che oscillano intorno al 3% nel 2014 e al 2,3% nel 2015.
 
Dal punto di vista energetico - nonostante i  vasti giacimenti di  carbone, gas ed idrocarburi - il Regno Unito è un importatore netto di energia.
Secondo dati recenti, la crescita degli investimenti nei settori produttivi del Regno Unito è stata pari al 5% nel primo trimestre 2014, il dato è di gran lunga superiore alle più rosee aspettative, attese intorno al 2,7%. Questo dato ha determinato una crescita economica complessiva nel periodo dello 0,8%, in linea con la previsione di incremento del 2,9% di qui a fine anno fatta un paio di mesi fa da Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea. Questo implica che nell’economia UK vi è ancora spazio per un’ulteriore crescita degli investimenti.

Regno Unito - Interscambio con l'Italia


I rapporti bilaterali economico commerciali sono stretti e diversificati, anche grazie alla (finora) comune appartenenza alla UE. Il recente cambiamento di scenario, verificatosi a seguito dell’esito del referendum dello scorso 23 giugno favorevole all’uscita del Regno Unito dalla UE, ha provocato un clima di incertezza non soltanto sul futuro della crescita economica di questo paese, ma anche su quello del quadro complessivo dei rapporti commerciali bilaterali, la cui nuova configurazione verrà a determinarsi soltanto alla conclusione dei negoziati per la Brexit, che dovranno essere attivati da parte del governo britannico. Fino al termine dei negoziati di uscita, che l’Art. 50 del Trattato di Lisbona impone chiudersi in due anni estensibili solo all’unanimità, varrà lo “status quo” e nel Regno Unito continuerà a trovare applicazione la normativa europea compresa quella relativa alla libertà di circolazione di beni, servizi, capitali e delle persone. La debolezza della sterlina rispetto alle principali valute, accentuatasi sensibilmente (-9,8 per cento rispetto all’Euro) nel periodo successivo al referendum, fa verosimilmente prevedere, almeno nel breve periodo e fino al perdurare di tale situazione, un incremento nelle esportazioni britanniche e nel numero di investimenti stranieri.

Le esportazioni italiane verso il Regno Unito nel 2016 sono ammontate a € 22,4 miliardi, in lieve aumento sul valore del 2015 (+0,4%), mentre le importazioni dal Regno Unito nel 2016 sono state pari a € 10,9 miliardi, anch’esse in lieve aumento annuale (+0,9%).
Il saldo della bilancia commerciale è ampiamente positivo per € 11,5 miliardi.

Le principali voci commerciali del nostro export sono state gli “Autoveicoli” per un importo pari a € 1,7 miliardi, in lieve aumento sul valore del 2015 (+1,1%), i “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per € 924,7 milioni (-0,7%) e “Altre parti e accessori per autoveicoli “ per € 827,4 milioni (+5,4%).
Le principali voci commerciali del nostro import nel 2016 sono gli “Autoveicoli”, per un importo pari a € 1,8 miliardi (+12,5%), i “Medicinali e altri preparati farmaceutici” per € 1 miliardo (-3,7%) e gli “Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi” per € 335 milioni, in calo sul valore del 2015 (-35%).

NB:
I dati della I e II Tabella (Interscambio Italia/Paese) sono aggiornati trimestralmente in concomatanza con le pubblicazioni trimestrali dell'ISTAT.
I dati della III (Principali prodotti importati in Italia) e IV (Principali prodotti esportati dall'Italia) Tabella sono aggiornati annualmente in concomatanza con le pubblicazioni dell'ISTAT.



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Regno Unito - Informazioni di viaggio

 

Prefissi internazionali:
0044 per il Paese;
20 Londra;
131 Edimburgo;
1224 Aberdeen;
1232 Belfast;
121 Birmingham;
1272 Bristol;
1223 Cambridge;
141 Glasgow;
1422 Halifax;
1532 Leeds;
151 Liverpool;
161 Manchester;
17033 Southampton.

Fuso orario: stesso orario del Meridiano di Greenwich; 1 ora in meno rispetto all’Italia. L’ora legale è la stessa che in Italia (da marzo a settembre).

Passaporto/carta d’identità valida per l’espatrio. E’ necessario viaggiare con uno dei due documenti in corso di validità. Il Paese fa parte dell’UE.
Per le eventuali modifiche relative alla validità residua richiesta del passaporto si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia o presso il proprio Agente di viaggio
Si segnala che spesso comportano notevoli disagi (fino al respingimento in frontiera) le carte d’identità in formato cartaceo, specie se rinnovate con timbro apposto dal Comune di appartenenza. Si consiglia di verificare prima della partenza inoltre che il documento d’identità non presenti danneggiamento alcuno: il pur minimo deterioramento potrebbe comportare respingimenti.

Visto d’ingresso: non necessario per i cittadini italiani e dei Paesi UE. E’ invece necessario per la maggior parte dei cittadini non-UE, anche se regolarmente residenti in Italia, dato che il Regno Unito non aderisce all’area di libera circolazione Schengen. Per verificare la lista dei Paesi i cui cittadini hanno bisogno del visto per recarsi nel Regno Unito, consultare la seguente pagina WEB:  http://www.ukvisas.gov.uk/en/doineedvisa/

Formalità valutarie e doganali: nessuna.
Visto: Non è necessario.

Settimana lavorativa:
NEGOZI: dal Lunedì al Sabato dalle ore 9.00 alle ore 17.30/18.00. Alcuni esercizi rimangono chiusi il sabato pomeriggio. Inoltre, gli esercizi possono rimanere chiusi un pomeriggio a settimana. Tale early closing day varia da luogo a luogo. Nei centri più frequentati, durante i mesi estivi, molti negozi rimangono aperti fino a tarda sera.
BANCHE: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.30/15.30. Alcune banche praticano un orario di chiusura posticipata il giovedì. Poche rimangono aperte il sabato mattina.
UFFICI PUBBLICI: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

Carte di credito: tutte le principali.

Principali festività:
Inghilterra e Galles:
1° gennaio (Primo dell’anno);
Venerdì Santo;
lunedì dell’Angelo;
primo lunedì di Maggio (May Day);
ultimo lunedì di Maggio (Spring May Holiday);
ultimo lunedì d’Agosto ( August Bank Holiday);
25 Dicembre (Natale);
26 Dicembre (S. Stefano).

Scozia:
come sopra eccetto per il lunedì dell’Angelo, Spring Holiday e August Bank Holiday che sono sostituite da:
primo lunedì d’Aprile (Spring Holiday);
Victoria Day (terzo lunedì di Maggio);
primo lunedì d’Agosto (Bank Holiday);
Autumn Holiday (terzo lunedì di Settembre).

Irlanda del Nord:
in aggiunta a quelle osservate da Inghilterra e Galles:
17 Marzo (San Patrizio);
12 Luglio (Giovedì Santo);
13 Luglio (Orangeman’s Day).

Regno Unito - Principali indirizzi utili

 

Ambasciata e Consolati Italiani

Ambasciata d'Italia
14 Three Kings Yard - London W1K 4EH
Tel: 020 7312 2200 - Fax: 020 7312 2230
 
Consolato Generale - Londra
Harp House, 83/86 Farringdon Street - London EC4A 4BL
Tel: 020 7936 5900 - Fax: 020 7583 9425
 
Consolato Generale - Edimburgo
32 Melville Street – Edinburgh Scotland EH3 7HA
Tel: 0131 226 3631, 0131 220 3695 - Fax: 0131 226 6260
consolato.edimburgo@esteri.it
www.consedimburgo.esteri.it

Sportello Consolare - Manchester
20 Dale Street - Manchester M1 1EZ
Tel: 0161 236 9024 - Fax: 0161 236 5574
consolato.manchester@esteri.it
www.consmanchester.esteri.it
 
Consolato Onorario - Belfast
42, Glenholm Drive - Belfast BT8 6LW
Tel: 02890 709 415 - Fax: 02890 333 719
leo.dagostino42@fsnet.co.uk

Consolato Onorario - Glasgow

24, St. Enoch Square - Glasgow G1 4DB
Tel: 0141 227 8051 - Fax: 0141 204 1199
Consolato Onorario - Liverpool
4 Mortimer Street - Birkenhead, Wirral - Liverpool L4I 5EU
Tel: 0151 666 2886 - Fax: 0151 666 2899
nb.itco@btinternet.com
www.it-consul.org.uk

Istituto Italiano di Cultura

39 Belgrave Square - London SW1X 8NX
Tel. 020 7235 1461 - Fax: 020 7235 4618
icilondon@esteri.it
www.icilondon.esteri.it
 
Camera di Commercio Italiana
1 Princes Street - London W1B 2AY
Tel: 020 7495 8191 - Fax: 020 7495 8194
info@italchamind.org.uk
www.italchamind.co.uk
 
Agenzia ICE
14, WATERLOO PLACE - SW1Y 4AR LONDON
Tel: (004420) 73890300 - Fax: (004420) 73890301
Principali Istituti di Credito Locali

NATIONAL WESTMINSTER BANK PLC:
www.natwest.com
BARCLAYS BANK PLC:
www.barclays.co.uk
HSBC PLC: www.hsbc.com

Ministeri ed Enti Pubblici

Department for Business Enterprise & Regulatory Reform (BERR) /Ministero delle Attività Produttive: www.berr.gov.uk
Invest in UK/ Trade UK/Istituto per gli investimenti nel Regno Unito: www.uktradeinvest.gov.uk
Foreign & Commonwealth Office/Ministero per gli Affari Esteri: www.fco.gov.uk
HM Revenue & Customs /Ministero delle Finanze: http://customs.hmrc.gov.uk/
Customs & Excise/Agenzia delle Dogane: http://customs.hmrc.gov.uk/
The Office for National Statistics/Istituto Nazionale di Statistica: www.ons.gov.uk

Organizzazioni Industriali

British Chambers of Commerce/Camera di Commercio Britannica: www.chamberonline.co.uk
Confederation of British Industry (CBI)/Confederazione dell’Industria Britannica: www.cbi.org.uk